Melbourne, questione di stile

Postato mercoledì 28 gennaio 2009 alle 15:20 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Autoscatto con lo skyline di Melbourne sullo sfondo

Lo dico subito chiaramente: Melbourne mi e’ piaciuta molto. E credo che il mio giudizio positivo derivi principalmente dalle bassissime aspettative pre-partenza che avevo nei confronti della capitale del Victoria, che francamente non mi aveva mai attirato più di tanto in questi anni di vita australiana – al punto che ci ho messo quasi due anni e mezzo a convincermi di visitarla – nonostante le belle parole spese da chiunque me ne avesse parlato.

La descrizione che più frequentemente mi e’ capitato di sentire a proposito della città e’ qualcosa tipo “e’ più europea di Sydney” ma, di fronte alla mia pronta domanda “in che senso?”, le risposte non erano mai state soddisfacenti ed esplicative. Ora, se qualcuno chiedesse a me cosa penso di Melbourne, la prima cosa che mi verrebbe da dire e’ proprio “e’ più europea di Sydney” e ovviamente neanch’io saprei spiegarne il perché. Visto che ci siamo, pero’, proviamoci.

Innanzitutto il CBD – un quadrilatero di strade a scacchiera facile da girare a piedi – non e’ monopolizzato da centinaia di occhi a mandorla come succede a Sydney e, più in generale, mi e’ parso che tutta la città – pur essendo molto multiculturale – sia più occidentalizzata. Inoltre, il fiume Yarra che la taglia in due da est a ovest – ovviamente meno attraente del Sydney Harbour – e’ comunque piacevole e contribuisce ad associare inconsciamente Melbourne a qualche non meglio identificata città del vecchio continente attraversata da un corso d’acqua.

Inoltre, i viali alberati del centro, le strade percorse dai tram, i molti caffè e bar sparpagliati qua e la’, i negozi e le boutique, le grosse comunità italiane e greche, sono tutti elementi che giocano a favore di questa vaga sensazione di “europeicità” di Melbourne, in contrasto con la standardizzazione e americanizzazione della più esplicita e attraente Sydney. In sostanza, credo che di Melbourne mi piaccia quello che non c’è a Sydney, per la serie “the grass is always greener on the other side”

Non sbagliamoci pero’: molto sono anche le cose che non cambierei mai con la mia città d’adozione. Ad esempio, Melbourne non e’ propriamente bella da vedere. E’ vero che e’ una città in trasformazione e in crescita, con molti cantieri aperti soprattutto nella zona del porto ma i panorami e gli scenari di Sydney, con la baia naturale più grande del mondo e due icone come l’Opera House e l’Harbour Bridge, sono inarrivabili per qualsiasi città.

E poi c’è il clima killer, con i suoi estremi impossibili che le hanno valso il nomignolo di città “con le quattro stagioni in un solo giorno”. Questi famosi sbalzi di temperatura li ho sperimentati sulla mia pellaccia sabato scorso quando sono uscito in bermuda e infradito per andare a vedere il tennis nel il pomeriggio con 26-27 gradi, per tornare poi in nottata con 13 miseri e pungenti gradi. Il tutto in piena estate.

Insomma, Melbourne non e’ perfetta, ma se non fosse per il clima poco amichevole e pochi altri dettagli, se tornassi indietro ai tempi dello sbarco in Australia, valuterei bene dove stabilirmi, con la vittoria di Sydney tutt’altro che scontata. Chiudo citando una frase di una mia collega che ha definito cosi’ la differenza tra le due città, secondo me scegliendo un esempio molto azzeccato: “Sydney e’ come una prostituta sexy e sfacciata mentre Melbourne e’ come una donna timida da scoprire piano piano.” A ognuno il suo.

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Australian Open 2009 dal vivo

Postato giovedì 22 gennaio 2009 alle 12:28 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Fin dai tempi – ormai lontani – in cui calcavo regolarmente i campi da tennis per partecipare ai vari tornei “under”, i campioni che in TV vedevo competere negli appuntamenti del Grande Slam sono sempre stati motivo di ispirazione e venerazione. Erano gli anni di Sampras, Agassi, Becker, Ivanisevic e compagnia bella e, torneo dopo torneo, mi ripromettevo che un giorno sarei riuscito ad ammirarli dal vivo. Quei campioni ormai si sono ritirati ma sono stati rimpiazzati da atleti altrettanto formidabili come Federer e Nadal e, tra pochi giorni, finalmente, quel sogno di bambino diventerà realtà.

Il prossimo weekend – che sarà più lungo del solito grazie alla festa nazionale dell’Australia Day in programma lunedì 26 – sarò infatti a Melbourne per assistere agli Australian Open di tennis, uno dei quattro maggiori tornei della stagione. Sara’ tra l’altro la mia prima visita nella citta’ capitale del Victoria, eterna rivale di Sydney, e cosi tanto ho sentito al suo proposito che le cose da vedere e verificare saranno tantissime. A parte la serata di sabato e il pomeriggio di domenica, per i quali ho comprato i biglietti per assistere agli incontri, infatti, il resto del tempo sarò a zonzo per la citta’ in veste di turista.

La competizione quest’anno si annuncia molto incerta, con almeno quattro giocatori sullo stesso livello e con le stesse chance di portare a casa il titolo: lo svizzero Federer, dominatore degli ultimi anni, lo spagnolo Nadal, potente terraiolo e attuale numero uno del mondo, il serbo Djokovic, vincitore del torneo lo scorso anno e lo scozzese Murray, talentuoso astro nascente, in splendida forma al momento. Il pronostico non e’ affatto facile e scommettere su un nome e’ davvero un azzardo: io mi voglio sbilanciare e dico Federer col cuore ma Nadal con la testa.

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AUS vs ITA ep. 9 – Sanità

Postato sabato 17 gennaio 2009 alle 14:17 da Lucio.  Stampa.
Categoria: AUS vs ITA.

A distanza di quasi un anno, torna finalmente la rubrica dei confronti tra Italia e Australia, con questo nuovo argomento – sicuramente importante e da non prendere alla leggera – che ho avuto modo di approfondire recentemente, a causa dell’ormai famigerato infortunio al ginocchio: la sanità.

Come in Italia, il sistema sanitario principale in Australia e’ quello pubblico, chiamato Medicare e finanziato dal governo federale e dai singoli stati. La copertura e’ gratuita per residenti e cittadini, ovviamente solo nelle strutture pubbliche e il livello generale pare essere in linea con gli altri paesi sviluppati, nonostante una costante penuria di dottori e infermieri, molto spesso provenienti dall’estero.

Per chi invece e’ nel paese solo in via temporanea – per turismo, lavoro o con un Working Holiday Visa ad esempio – le cose sono un po’ meno semplici. E’ vero che esistono degli accordi bilaterali tra il governo australiano e quello di molte altre nazioni per garantire assistenza sanitaria reciproca ai propri cittadini ma, nel caso dell’Italia – unico stato assieme a Malta, questi sono limitati ad una durata di sei mesi. Per periodi più lunghi l’unica alternativa quindi e’ l’assicurazione privata.

Nel mio caso, ad esempio, essendo stato sponsorizzato da una compagnia australiana, la copertura sanitaria privata e’ obbligatoria e a mio carico, onde evitare di gravare sullo sponsor. La polizza che ho scelto, un buon compromesso tra costi e servizi, coprirebbe in teoria le stesse cose della Medicare, anche se in realtà non e’ cosi’.  In caso di bisogno, infatti, il cliente deve anticipare il totale della prestazione, per essere poi rimborsato dall’assicurazione, che a volte trattiene una percentuale.

Tutto sommato pero’ il sistema delle assicurazioni private funziona abbastanza bene e anche molti australiani ne hanno una, “incoraggiati” dal governo tramite una legge di qualche anno fa. Lo Stato, infatti, con l’obiettivo di alleggerire la pressione sul sistema sanitario nazionale, ha introdotto una tassa, la Medicare levy surcharge, per chi ha un reddito superiore ad un certo valore e non ha un’assicurazione privata. La tassa e’ dell’1% sul reddito, più il normale 1.5% per la Medicare che tutti pagano. Fair enough.

Una menzione a parte la meritano i medici di base, qui chiamati GP (general practitioner). Sono spesso raggruppati in studi (medical centers) e possono essere consultati anche senza Medicare, previo pagamento della tariffa naturalmente. Ma la cosa veramente positiva e’ che non serve, come in Italia, andare all’ASL e farsi assegnare ad uno e se si vuole cambiare, rifare la procedura. Qui, si può in teoria cambiare liberamente ogni volta, anche se ovviamente e’ meglio affidarsi ad uno solo per ovvie ragioni.

Concludendo, quindi, direi che la mia esperienza personale con la sanita’ australiana e’ stata positiva, almeno per le poche volte – fortunatamente – in cui ne ho avuto a che fare. Il sistema nazionale funziona, non e’ congestionato e il livello e’ soddisfacente. Chiaramente, per chi puo’ permetterselo, avere una assicurazione privata integrativa non guasta affatto.

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Sydney Festival 2009

Postato martedì 13 gennaio 2009 alle 14:57 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

Sabato sera, assieme a Paolo, un amico veronese anche lui alla conquista dell’Australia, sono stato alla serata inaugurale del Sydney Festival 2009, una manifestazione che si tiene in citta’ per il secondo anno consecutivo dopo il buon successo del 2008. Il festival raggruppa una serie di eventi culturali, tra cui concerti, balli, mostre e chi più ne ha più ne metta, molti dei quali gratuiti, per circa tre settimane, fino alla fine di gennaio appunto.

Il primo giorno della manifestazione, complice il tempo favorevole, ha attratto nelle strade chiuse al traffico del centro di Sydney circa 350.000 persone, secondo le stime ufficiale degli organizzatori – più o meno il doppio di quello che si aspettavano. Hyde Park e le vie circostanti, Martin Place e The Domain erano praticamente invase da australiani e turisti che cercavano un posto privilegiato nei pressi di uno dei tanti palchi allestiti per l’occasione.

La nostra presenza, tuttavia, non ha superato il paio d’ore, vista l’enorme quantità di persone che in alcuni tratti rendeva difficile anche il solo stare fermi in piedi. Inoltre, ci siamo anche trovati non lontani da una rissa che ha persino provocato lo stop della musica per qualche minuto e richiesto l’intervento di decine di agenti di polizia.

La serata si e’ conclusa poi in giro per locali con alcuni ex compagni di scuola d’inglese di Paolo e loro amici, tra cui Kazuki, un calciatore professionista giapponese che ha giocato per tre stagioni in Spagna. In oltre due anni d’Australia, devo dire che parlare in spagnolo con un giapponese mi mancava.

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Civiltà Australiana #006

Postato venerdì 9 gennaio 2009 alle 14:06 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Come sapete, qualche settimana fa il mio ginocchio sinistro ha subito un (piccolo, spero) infortunio mentre giocavo a calcetto con amici. Il corso degli eventi successivi, tra visite e dottori, ha fatto si che lo scorso 29 dicembre avessi un’ecografia prenotata, per cercare di far luce sulle cause del malanno.

Alle ore 12 puntuali mi presento quindi al centro medico e faccio il check-in in segreteria. Caso vuole che, a causa di un’incomprensione tra due impiegate, il mio appuntamento non fosse stato messo in agenda. Un disservizio non da poco, soprattutto sotto le vacanze natalizie. Ma, fortunatamente, non tutto il male viene per nuocere, come si dice.

Su mia richiesta di trovarmi comunque un buchetto, ecco che viene chiamata in segreteria la dottoressa che avrebbe dovuto seguirmi. Subito dopo aver dato un’occhiata all’impegnativa del medico di base, mi informa gentilmente che l’ecografia me la può anche fare ma che sarebbe comunque inutile per controllare il legamento crociato, dove si sospetta sia il problema.

A quel punto, convinto dalla spiegazione della dottoressa, ho quindi rinunciato all’esame e l’ho ringraziata per avermi fatto risparmiare 150$ per un’ecografia inutile, ripromettendomi di cambiare dottore di base, viste le sue evidentemente scarse competenze in materia.

Per la cronaca, il nuovo dottore – consigliatomi da Manuel – tale Dr. Robert Fasanella, chiaramente italo-australiano, dopo un’attenta e molto professionale visita, pensa che ne’ il crociato ne’ il menisco siano interessati e che il problema sia solo una forte distorsione. Appuntamento tra due settimane, quando il dottore tornera’ dalle ferie e il ginocchio si sara’ completamente sgonfiato, per una nuova consultazione.

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