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Cronache Thai 4/4

Pubblicato lunedì 27 ottobre 2008 alle 15:37 da Lucio.
Categoria: Viaggi e vacanze.

[...continua da Cronache Thai 3/4]

Quinto posto

Appena arrivati nella guest house di Samui, espletati gli obblighi burocratici alla reception, la prima cosa che ci preme verificare e’ la presenza della cassetta di sicurezza in camera, che non era specificata sul sito. La fortuna e’ dalla nostra, la cassaforte c’è, i nostri averi e documenti sono salvi.

C’è solo un piccolo ostacolo da superare, capire come impostare il pin e come funziona il tutto. La dea bendata ci sorride ancora e ci fa trovare in un cassetto dell’armadio le istruzioni in inglese, con tanto di illustrazioni. Io, da bravo scolaro, mi metto quindi a leggerle per filo e per segno e imposto il tutto in pochi minuti. Qualcun altro invece adotta un approccio diverso.

Dopo neanche un minuto che ero in camera, un preoccupato Gianluca viene a bussarmi alla porta. Ignorando totalmente le istruzioni della cassaforte, e’ riuscito in pochi micidiali movimenti a bloccare il meccanismo di apertura, al punto che neanche il reset funzionava. Blocco meccanico dell’ingranaggio. Unico rimedio: intervento della tipa della reception con la chiave master e dieci minuti di smanettamento. Sojola se la cava con una ramanzina.

Quarto posto

Al momento del noleggio dei nostri leggendari scooter a Samui – memore dell’esperienza del primo viaggio a Phuket quando avevo visto fioccare multe per chi non indossava il casco alla guida del mezzo – ho prontamente richiesto alla tipa della reception di fornircene un paio per essere tranquilli.

La sua reazione, per quanto contenuta, e’ stata un misto di sorpresa e seccatura, ovviamente versione thai, cioè senza andare sopra le righe. Si e’ quindi avviata verso una stanzetta adiacente, nella quale ha rovistato per qualche minuto dentro scatoloni e cassetti, uscendosene con due caschi aperti.

Ebbene, uno aveva una crepa gigante che ne minava la funzione principale mentre l’altro pareva più integro anche se non ispirava proprio sicurezza. Un po’ riluttanti li prendiamo e li testiamo in un giretto nei dintorni per scoprire molto presto che nessuno, a parte noi, indossa il casco. Facciamo quindi marcia indietro e gentilmente li riconsegniamo alla proprietaria che ci guarda con un’espressione tipo “lo sapevo io!”.

Medaglia di bronzo

Dovete sapere che durante dodici mesi di permanenza in Australia, una persona accumula molte cose, vestiti, oggetti, etc che aumentano il volume dei bagagli al momento del rientro in Italia e, per quanto uno possa liberarsi di parte di questa “dotazione”, il peso e l’ingombro da tirarsi dietro nei trasferimenti e’ comunque notevole. E il buon Sojola non fa certo eccezione, come non l’ho fatta io nei miei precedenti rientri in patria.

Fortunatamente pero’ spesso si riesce a condensare le proprie cose in maniera soddisfacente: un bagaglio grande, uno a mano e magari anche un borsa portatile sono normalmente sufficienti, considerando gli ineluttabili limiti di peso che ogni compagnia aerea impone ai passeggeri. E il buon Sojola non fa certo eccezione.

Eccezione la fa invece il tubo porta-stampe che il cauto Gianluca non riesce/vuole mettere in valigia, lasciandone invece la responsabilità al sottoscritto – ingenuo ad offrirsi volontario per trasportarlo – che ben presto si rende conto di quanto tale oggetto possa essere il peggior nemico del viaggiatore, senza tuttavia riuscire a liberarsene!

Medaglia d’argento

Come ricorderete dal post precedente, la nostra prima uscita in motorino a Samui ci ha regalato un’inattesa doccia tropicale, sotto forma di temporale improvviso e letale. Prima di ciò siamo stati comunque in grado di percorrere qualche vietta di Chaweng Beach, dove la nostra attenzione e’ stata attirata da qualcosa di curioso.

Lungo tutta una strada in particolare, ma anche in altre zone sparse, ci sono infatti delle bancarelle piuttosto rudimentali che espongono su un lato una serie di bottiglie tutte uguali, ad occhio e croce un centinaio, riempite di un liquido rossastro e sull’altro un bidone con attaccato un rubinetto e un tubo di gomma, con la scritta gasoline (benzina).

Non ci mettiamo molto a capire che sono “rivenditori” di benzina comprata dai distributori ufficiali e rivenduta ad un prezzo maggiorato ma mai avremmo pensato che, oltre alla possibilità di comprare il carburante nella maniera classica, cioè “alla spina”, si potesse optare anche per le bottiglie pre-riempite da 40 baht (meno di un euro) l’una!

Medaglia d’oro

Certe persone quando sono in vacanza, vuoi perché non apprezzano le specialità locali, vuoi per il cambio di clima, vuoi per qualsiasi motivo, non hanno lo stesso appetito che hanno a casa e mangiano quindi meno del solito, perdendo magari qualche chilo.

Altre, invece, per i motivi opposti, hanno una reazione altrettanto diversa: mangiano di più e più spesso, col risultato di appesantirsi un po’, anche se questo non necessariamente succede a tutti. Ebbene, ho scoperto che Gianluca fa parte di quest’ultima categoria. Anzi, per essere sinceri, non so se a casa mangi cosi’ tanto perché non viviamo insieme, ma di sicuro in vacanza e’ una forza della natura.

La sua giornata tipo prevedeva: colazione/pranzo verso le 12 fatta di banana pancake col miele, frittata di uova e bacon con salsicce e verdure, dessert a scelta; snack pomeridiano verso le 16 fatto di riso, pollo e dessert a scelta; cena verso le 21 fatta di riso, bistecca e verdure. Il totale delle calorie era pari al fabbisogno giornaliero di una classe di bambini di terza elementare.

Memorabile un episodio successo a Phuket: nel giro di ventiquattro ore, in tre pasti, il vorace Sojola e’ riuscito a mangiarsi 4 (quattro) filetti di manzo, con contorni vari di patate, insalata, salse, etc. Da notare che il giorno successivo ha rilasciato la seguente dichiarazione: “devo mangiare un po’ di carne perché ne sto mangiando poca in questi giorni!”. Buon appetito a tutti.

Epilogo

Nonostante ma anche grazie a questi episodi la vacanza e’ andata benone, confermando la Thailandia ai primissimi posti come localita’ di villeggiatura, grazie ad un eccellente mix di bellezze naturali, mare, spiaggie, strutture, convenienza e ospitalita’ difficilmente riscontrabile altrove, almeno per cio’ che ho visto io. Tutti elementi che non fanno che rendere piu’ probabile un prossimo, ulteriore, viaggio nella Land Of Smiles! ;-)

3 Comments (Open | Close)

3 Comments To "Cronache Thai 4/4"

#1 Comment By logomaco On martedì, ott 28, 2008 @ 3:49:21

Troppo curioso …. Le stampe del buon Sojola di che natura erano?

Mentre intanto prende sempre più quota lo scalo in Thai per il mio prossimo trip …

#2 Comment By Sojola On martedì, ott 28, 2008 @ 16:31:34

Tra carne e uova se mi avessero’ controllato il colesterolo il giorno dopo il mio arrivo mi rinchiudevano in clinica.
Cmq una spiegazione alla mia “fame chimica” che mi viene quando sono in vacanza ancora non ce l’ho, rimango io stesso perplesso. Ma la cosa buffa e’ che quando sono tornato la gente mi ha trovato leggermente deperito!!! :D

X Riccardo: le stampe erano due poster di sydney.

#3 Comment By logomaco On mercoledì, ott 29, 2008 @ 6:11:01

x Sojola

Scommetto presea Penny Market … ;-)


http://www.yepayepa.net/australia/20081027/cronache-thai-44/

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