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Votare all’estero

Pubblicato mercoledì 16 aprile 2008 alle 15:12 da Lucio.
Categoria: Informazioni.

Dopo soli due anni di instabile governo Prodi, dunque, si e’ tornati alle urne. A contendersi la poltrona di Presidente del Consiglio e il diritto di presiedere la 16esima legislatura dal dopoguerra, come sappiamo, l’ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, segretario del Partito Democratico e Silvio Berlusconi, leader del Popolo delle Liberta’, favorito dai sondaggi. Gli italiani avevano quindi il diritto e il dovere di esprimere una preferenza tra questi e altri candidati minori, ma non tutti hanno potuto comportarsi da bravi cittadini.

Il voto all’estero dei cittadini italiani, che nel 2006 si dice essere stato fondamentale per la vittoria del centro-sinistra, non e’ un diritto di tutti. Per poter ricevere per posta il plico elettorale da rispedire poi all’Ufficio consolare corrispondente, infatti, bisogna essersi preventivamente iscritti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), a cui devono registrarsi “i cittadini che trasferiscono la propria residenza, da un comune italiano all’estero, per un periodo superiore all’anno” con “contestuale cancellazione dall’Anagrafe della popolazione residente” in Italia.

Questo significa che, tralasciando chi e’ all’estero per vacanza, chi come noi e’ fuori dall’Italia temporaneamente per un periodo medio-lungo ma non vuole o non puo’ trasferire la sua residenza, non ha possibilita’ di votare. Succede quindi che una significativa parte dell’elettorato comunque legata all’Italia, volendo o nolendo, ha le mani legate, mentre immigrati che sono fuori dal territorio e dalle vicende politiche italiane da decenni, che poco o nulla sanno di cosa succede nel paese d’origine, votano quasi alla cieca. Sono l’unico che vede una contraddizione qui?

In Australia, solo il 37% degli iscritti all’AIRE, circa 28 mila persone, ha espresso la sua preferenza, con una netta affermazione del PD (53%) nei confronti del PdL (35%), confermando la tendenza a sinistra di questo Paese dopo le ultime elezioni. Per cio’ che riguarda i dati dei voti dall’estero in complesso, il testa a testa tra i due maggiori partiti e’ molto piu’ equilibrato, con una differenza di solo 0.8 punti percentuali al momento, su un totale di circa un milione di voti (con lo spoglio ancora in corso – fonte interno.it).
Ah, per chi vivesse in un altro sistema solare, la tornata elettorale ha sfornato un bel Berlusconi-quater.

7 Comments (Open | Close)

7 Comments To "Votare all’estero"

#1 Comment By logomaco On mercoledì, apr 16, 2008 @ 16:22:15

La tua constatazione è oggettivamente corretta.
Anch’io che mi trovo spesso per lavoro fuori di casa (sulle navi) come i miei colleghi siamo tagliati fuori dal nostro diritto di votare. Bisogna rivedere la legge a mio avviso. Noi che abbiamo la residenza in Italia non dobbiamo esser considerati come cittadini di serie B.
Intanto si prevedono decine di voli charter verso l’australia, ed un esponenziale aumento dei WHV dei nostri concittadini… Si salvi chi può!

#2 Comment By Roby rossa On mercoledì, apr 16, 2008 @ 20:52:16

Concordo pienamente!
Anche qui, fra tutti gli erasmus, c’è grande scontento… Possibile che gli italiani che vivono in Italia e quelli che vivono all’estero abbiano visioni così diverse?? Come ve lo spiegate? Perfino i francesi sfottono, e loro non è che siano messi molto meglio…La mia permanenza all’estero si fa più definitiva..

#3 Comment By maya On mercoledì, apr 16, 2008 @ 22:24:46

ciao lucio! io ero gia’ a casa (unfortunately!) per le elezioni… ma ora scioccata e delusa dal risultato sarei pronta per tornare down under…
quanto mi manca l’australia, accidenti :-(
A presto (con qualche info sulla thailandia, se hai ancora in mente di andarci in vacanza)

#4 Comment By Carlo On sabato, apr 19, 2008 @ 21:38:49

Concordo con l’osservazione di Lucio: perchè chi è lontano dall’Italia da anni e forse non è neanche al corrente che PCI e DC non esistono più dovrebbe poter esprimere il proprio voto, mentre chi è lontano da casa temporaneamente per lavoro o studio deve rinunciarvi? Una legge sbagliata, nata male e che va totalmente modificata, se non cancellata, a mio parere.

Riguardo la disparità di risultati tra Italia e italiani all’estero (soprattutto in Australia) sarei curioso in che modo possono informarsi gli italiani all’estero: che canali TV si ricevono e con che audience, quali giornali italiani si pososno comprare e la loro tiratura …

#5 Comment By Lucio On martedì, apr 22, 2008 @ 10:59:50

x Logomaco: Eh infatti ce n’e’ di gente temporaneamente all’estero per un motivo o per altro e sono tutti tagliati fuori!

x Roby rossa: Beh i francesi in generale e’ meglio che ci pensino due volte prima di sfottere, hanno davanti altri due anni di orecchie basse! :-D Tu che sei li’ con gente da tutta Europa e Mondo come funziona negli altri paesi? Possono votare dall’estero loro?

x Maya: Come e’ stato il rientro? Soft o traumatico? Ti mando una mail appena ho tempo per info sulla Thai! ;-) Ciao

x Carlo: Eh si se aspettiamo che rivedano la legge stiamo freschi! Facciamo prima a tornare per votare! :-)

#6 Comment By Il Mango di Treviso On lunedì, apr 28, 2008 @ 13:43:45

Legge sbagliata. Il voto all’estero e una vergogna. E poi che circoscrizione del cavolo. Africa Asia Oceania? Ma cosa abbiamo noi espatriati italiani in comune con gli immigrati italo australiani o sud africani che non sanno neanche piu parlare l’italiano con la tipica mentalita’ dei meridionali assistiti….
Saluti da Singapore

#7 Comment By Lucio On martedì, apr 29, 2008 @ 15:08:23

Eh purtroppo loro votano (alla cieca) e noi no…


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