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AUS vs ITA ep. 7 – Inglese

Pubblicato martedì 4 marzo 2008 alle 16:17 da Lucio.
Categoria: AUS vs ITA.

Dopo una pausa di riflessione, ritorno a scrivere qualcosa in questa categoria, trattando un argomento assolutamente fondamentale per la vita di tutti i giorni in Australia: la sua lingua ufficiale, l’inglese ovviamente. Molte cose possono sembrare scontate ma spesso parlare una lingua straniera correttamente e’ tutt’altro che semplice e puo’ rappresentare l’unico grande ostacolo per viaggiare o trasferirsi.

Partiamo col dire qualcosa a riguardo dell’inglese in Italia e del suo rapporto con gli italiani e viceversa. E’ inutile girarci intorno, in linea generale gli Italiani non parlano inglese o, comunque, lo parlano male. Nonostante da qualche anno sia obbligatorio impararlo sin dalle elementari, molti lo vedono come un’imposizione piuttosto che come un’opportunita’ o un arricchimento. E fin qui poco male, il sistema e la societa’ italiani non fanno pesare questa lacuna piu’ di tanto: i film stranieri al cinema e in tv sono doppiati, nei colloqui di lavoro non e’ particolarmente richiesto e solitamente il livello scolastico e’ sufficiente per vacanze e contatti occasionali con anglofoni.

Il problema nasce quando si ha la necessita’, per fortuna o purtroppo, di avere una conoscenza dell’inglese piu’ avanzata, ad esempio per lavoro (o magari per andare un anno in Australia). Ci si accorge improvvisamente che forse era meglio prestare piu’ attenzione a scuola e studiare per il compito in classe invece che copiare. Inoltre, il confronto con altri paesi europei e’ piuttosto impietoso: lasciando stare gli scandinavi che sono di un altro pianeta, anche nazioni come Francia e Germania ci superano in scioltezza, lasciandoci (ancora una volta) in fondo alla classifica.

Attenzione, questa non vuole essere una critica gratuita: la maggioranza degli italiani non ha e non avra’ mai bisogno dell’inglese nella sua vita e per loro la questione non si pone nemmeno. Ma per il resto di noi a cui interessa o serve leggerlo, scriverlo, capirlo e parlarlo, l’autodidattica sembra la soluzione migliore. Fortunatamente, a mio avviso, la situazione sta cambiando in meglio per i giovani d’oggi che, grazie a Internet, a programmi come l’Erasmus e all’Europa allargata, hanno piu’ possibilita’ per migliorare e mantenere il loro inglese a discreti livelli.

Che dire dell’inglese in Australia invece? A parte qualche isolata eccezione, tipo le varie Chinatown dove e’ quasi una lingua straniera, e’ ovviamente l’idioma ufficiale, anche se molti australiani sono bilingui naturali grazie all’immigrazione, loro o dei loro genitori. Come molti dei paesi anglosassoni, inoltre, il business delle scuole d’inglese e’ enorme e gli studenti stranieri, qui soprattutto asiatici per forza di cose, sono numerosissimi. Questa concorrenza ha naturalmente ottimi effetti sulla competitivita’ delle offerte e quindi sul portafoglio di chi deve scegliere un corso.

Infine, per chi di voi vuole sapere se e’ indispensabile parlare inglese per vivere e lavorare a Sydney, la risposta e’ si’. Maggiore e’ il livello di conoscenza, migliori sono le opportunita’ di impiego, anche se le possibilita’ per chi e’ ancora indietro non mancano di certo, con lavori nei ristoranti e bar, come baby-sitter, muratori, etc su tutti.

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19 Comments To "AUS vs ITA ep. 7 – Inglese"

#1 Comment By Carlo On martedì, mar 4, 2008 @ 21:48:53

Ciao Lucio, concordo con quanto dici tu riguardo il livello di conoscenza dell’inglese in Italia, però non sono tutte rose e fiori in altri paesi europei, per esperienza personale o di parenti ti posso dire che i francesi lo sanno – poco e male – come noi italiani, inoltre ho verificato un rifiuto da parte loro ad utilizzarlo per lavoro soprattutto con noi Italiani.
Gli olandesi, ma tutto il nord europa come dici tu, sono messi decisamente meglio, l’inglese dei tedeschi lo trovo comprensibilissimo (anche se per gli inglesi non è così: lo reputano comico, ma si sa, loro considerano anche l’americano un’altra lingua: USA e GB, 2 nazioni separate dalla stessa lingua). Io mi ero fatto l’idea che anche in tutto l’est europa avessero una certa facilità ad apprendere le lingue, ma col tempo mi sono accorto che non sempre è vero, anche lì c’è chi è messo forse peggio di noi italiani.
E pi sei sicuro che un australiano sia in grado di comprendere uno scozzese? Eppure parlano entrambi l’inglese :-) .

Cè da considerare che poi esistono almeno due tipi di inglese: quello parlato dagli inglesi e quell’idioma convenzionale utilizzato in tutto il mondo per comunicare tra persone di lingua, nazionalità e cultura diversa, ma purtroppo la nostra scuola è talmente indietro che forse non si è neanche posta il problema di quale inglese insegnare.

#2 Comment By Sojola On mercoledì, mar 5, 2008 @ 0:17:05

Ottimo post Lucio, come tutti quelli di questa categoria.
Una piccola precisazione: la maggior parte di noi l’inglese lo sa male, ma la maggior parte dei francesi NON LO VUOLE proprio studiare, sono eccessivamente orgogliosi e presuntuosi per quanto riguarda la loro lingua. Soprattutto nel mio lavoro in Italia ho visto da parte di molti di loro espressioni sdegnate per il semplice fatto che uno non parlasse o capisse il francese. Irritanti.

X Carlo: L’inglese e’ uno. Poi che ci siano vari accenti, cadenze e dialetti e’ normale (ci sono tra regioni di uno stesso paese, figurati tra diversi continenti), ma se uno si vuol far capire la lingua e’ quella.
Quello che dici te succede pure in Italia, se un sardo e un veneto (esempio a caso) si mettono a parlare in dialetto non capiscono nulla, ma non vuol dire che ci sono piu’ lingua.

#3 Comment By Carlo On mercoledì, mar 5, 2008 @ 5:45:33

X Sojola
Riguardo l’inglese scritto hai ragione, per quello parlato ho i miei dubbi che esista un solo inglese, nel precedente post mi riferivo a quello parlato. Avendo intrapreso lo studio dell’inglese da adulto purtroppo non ho la sensibilità sufficiente per percepire fino in fondo le differenze tra i vari inglesi parlati, ma ho l’impressione che siano più assimilabili ai nostri dialetti (cioè al limite della totale reciproca incomprensibilità): ho assitito di persona a difficoltà di comprensione tra un ragazzo di Sydney e una ragazza scozzese. Se fai il paragone con il francese ti accorgi che questa lingua (sia scritta che parlata) si è mantenuta praticamente invariata nelle varie nazioni in cui è utilizzata.

A questo punto sarei curioso di scoprire che punteggio raggiungerebbe nello IELTS un americano oppure se riuscisse a passare l’FCE.

Oltre a differenze di natura “geografica”, se ci spostiamo su un altro piano di confronto, si può benissimo distinguere un inglese ‘per madre lingua’ e un inglese internazionale che funge da lingua franca per gli scambi tra persone di nazioni differenti (cioè un linguaggio convenzionale che permette per esempio a tedeschi e giapponesi di comunicare). In fase di apprendimento di una lingua è importante decidere prima di partire quale tipo di inglese imparare perchè i percorsi didattici sono diversi.

Una curiosità: a Perth praticamente ad ogni fermata degli autobus c’è una insegna che dice “It’s not just the colour of our buses that are green. By taking Transperth you help reduce the number cars on the road and the emissions in our air.” (ho messo la foto on-line qui: http://www.yellowvan.it/cartello.jpg), probabilmente se l’avessi scritto in un compito in classe il mio insegnante di inglese mi avrebbe marcato un paio di errori, invece per un abitante di laggiù è perfettamente lecito (questa è una nota curiosa che non ha che fare con il nostro discorso).

#4 Comment By Leanne On mercoledì, mar 5, 2008 @ 8:19:46

Ciao Lucio,
(Spero puoi capire il mio italiano)
Penso che noi con l’inglese per la madre lingua (australiani, inglese, americane, canadese etc…) sono pigri con l’altro lingue. Qui in Italia non dobbiamo parlare italiano di lavorare. Non dobbiamo parlare italian di fare una vacanza qui, di mangiare nel ristorante qui… Depende dove in Italia – pero c’e sempre qualcuno chi parla inglese. Invece in Australian, o Ingliterra e’ difficile di trovare qualcuno che parla una lingua straniera. Imagine se vai in Australia e non parli niente inglese – e’ troppo difficlie (no?)

I can only speak about Australian’s and the British, however I think the British in particualr are so very lazy and do not want to try and learn any new languages as they take it for granted that everyone foreign speaks english.

And lastly this is really off the beaten track, as it has nothing to do with your post, however here in Italy it drives me CRAZY when there is a menu (for example) with the countried flag and then the translation, and often you find the American flag rather then the Union Jack….or worse still you find both. As you know very well, these are NOT the only 2 countries in the world to speak English, and the symbol for English has always been the union jack, so I don’t know why people now need to use the American Flag…they’ll change the name of their language soon asìnd say they speak American and not English!

#5 Comment By Lucio On mercoledì, mar 5, 2008 @ 10:51:25

Innanzitutto, grazie ragazzi/e del vostro interessante contributo sulla questione dell’inglese, a quanto pare piuttosto sentita. :-)

Partiamo subito con i francesi: ripensandoci, forse avete ragione (Carlo e Sojola), non sono affatto messi meglio di noi e, anzi, non si sprecano neanche ad imparare. E questo loro atteggiamento di presunta superiorita’ si registra in tutti i settori, come ben sappiamo. Ma non importa, quello che conta e’ che la Coppa ce l’abbiamo noi… :-D

Riguardo l’unicita’ dell’inglese mi trovo d’accordo con Carlo, anche se la precisazione di Sojola non e’ affatto campata in aria. Se ci limitiamo a quello scritto, le differenze tra le varie nazioni sono minime (e qui Leanne puo’ confermare credo), con magari qualche espressione tipica di un paese piuttosto che di un altro, ad esempio l’onnipresente “no worries” australiano o le contrazioni informali “wanna”, “gonna”, etc americane.

L’inglese parlato, invece, e’ tutta un’altra storia: le differenze ci sono eccome e a volte la comprensione e’ davvero difficile, anche tra madrelingua. Personalmente trovo molto complicati l’inglese irlandese e sudafricano, mentre l’inglese americano e’ quello che capisco meglio, forse per le tonnellate di film e serie tv in lingua che guardo. Anche l’inglese australiano un anno e mezzo fa rientrava nella prima categoria, ma adesso ci ho fatto l’orecchio ovviamente.

Inoltre, non dimentichiamo che anche all’interno di ogni singola nazione anglofona, ci sono vari accenti specifici, ad esempio l’inglese degli afroamericani o quello del nord dell’Inghilterra, a volte indecifrabile! Detto questo, non li paragonerei ai nostri dialetti comunque. Trovo infatti che alcune delle nostre parlate locali, nelle loro forme pure, siano vere e proprie lingue, molto diverse dall’italiano con il quale dividono solo il ceppo d’origine.

Valida anche la teoria di Carlo della lingua franca, secondo me: esiste un inglese semplificato parlato tra non madrelingua, che in molti casi sono colleghi di lavoro o studenti, in cui la comunicazione e’ scorrevole ma poco articolata e spesso limitata al contesto del momento, ovviamente con le dovute eccezioni. Questo inglese e’ comunque di un buon livello ma le differenze di pronuncia e lessico con i madrelingua ci sono.

Interessanti anche le considerazioni di Leanne: il fatto che l’inglese sia oggi la lingua globale (come lo era il latino duemila anni fa nel Mediterraneo) e’ un vantaggio e uno svantaggio per i madrelingua, che non devono faticare a impararsi una lingua straniera ma risultano anche pigri proprio perche non lo fanno, tanto dovunque c’e’ qualcuno che lo parla. Alcuni miei conoscenti che lavorano come insegnanti di lingue straniere qui a Sydney mi hanno confermato che per gli anglofoni e’ molto difficile imparare una lingua latina (italiano, spagnolo, francese, etc) per le grosse differenze grammaticali, verbali e di pronuncia.

Regarding the flags on the menus, I think the main reason why they put the American one is because for many Italians, due to movies and cultural influences, English means USA and not UK or Australia or whatever. I know they should put the Union Jack to be sort of neutral but then would the Americans agree to that? :-)

Infine, Leanne, cosa ne pensi del cartello di Perth segnalato da Carlo? Is WA’s English different? :-)

#6 Comment By Carlo On mercoledì, mar 5, 2008 @ 18:28:11

X Lucio
Ciao Lucio, hai saputo riassumere chiaramente le idee che mi ero fatto, mi incuriosisce molto capire quali difficoltà linguistiche incontrano due madrelingua (inglese) di due nazioni differenti nel comunicare e in questo ci potrebbe aiutare Leanne. Riguardo l’inglese americano anche io lo trovo molto più semplice da capire (esperienza limitata alla visione di film), riguardo la mia esperienza australiana ho notato un uso molto più ‘leggero’ della grammatica: frequentemente interrogazioni senza inversione del soggetto, addirittura frasi spesso senza soggetto, genitivo sassone anche tra oggetti (cavolo, questo ha sconvolto quello che avevo studiato!) e via di questo passo …
La grossa difficoltà che io sto incontrando con lo studio dell’inglese riguardo l’uso delle preposizioni e i phrasal verbs, mi paicerebbe sapere se i differenti inglesi su questo punto sono concordi.
Un’altra curiosità è capire il livello di comprensione che ha un inglese di oggi dei testi di Shakespeare, ho avuto opinioni differenti da persone madrelingua e non mi raccapezzo più.

X Leanne
Hi Leanne, could you help us to better understand differences between different mother-tongue English speakers?
Do you can understand easily an American (a common people, not a university lecturer of English, of course!)? And about the written English? Thanks!
(I’m waiting also your opinion about the Transperth’s advise)

#7 Comment By marco On mercoledì, mar 5, 2008 @ 21:35:49

Bella discussione davvero. Beh l’estate scorsa sono stato in Quebèc e vi assicuro che in hotel a Montreal capivano a fatica il mio inglese (che considero “fluently”…..ho preso anche i complimenti da un londinese doc). Ma si sa i francesi sono così, un pò orgogliosi anche dei peli sul c. … comunque non possiamo pretendere certo che negli usa parlino lo stesso inglese di oxford o di melbourne o di Toronto…in italia ci sono differenza abissali tra verona e brescia che stanno a 80 km di distanza….
L’argomento cmq + caldo riguarda a mio avviso il modo di insegnare inglese alle superiori in italia (io vivo ancora di rendita dalla 3° media e dalle infinite ore trascorse su mtv all’epoca in cui il 90% delle trasmissioni era ancora in lingua madre…grande silvestrin!).
errore n.1:In italia durante le poche ore d’inglese a scuola i parla italiano.
errore n.2: si pensa in italiano e si traduce in inglese…
errore n.3: alle elementari come si può pretendere di capire la funzione degli ausiliari do e have se non li si è ancora studiati in italiano?
errore n.4: la maggior parte delle unive non di lingue non ha ancora messo esami in lingua inglese (si chiamano ancora idoneità! risultato: fior fior di ingegneri che ai colloqui fanno figure di m.)
errore n.5: (valido anche per altre materie) si ripetono le stesse cose dapprima alle medie, poi al biennio e poi al triennio….e son 4 cazzate che si potrebbero fare in 1 anno (diciamocelo, la grammatica inglese non ha niente a che vedere con quella italiana/tedesca/francese/spagnola)….è mooooolto + easy.

ps. lucio mi risp all’email please? scusa se rompo.

#8 Comment By Carlo On giovedì, mar 6, 2008 @ 0:35:25

Concordo, bella e interessante discussione.

X Marco
errore 1: è vero che si parla italiano, però c’è anche da dire che l’insegnamento nella scuola pubblica italiana (dell’obbligo oppure no) deve soddisfare le esigenze di ogni studente e c’è un inevitabile livellamento verso il basso. Io trovo anche scandaloso che gli insegnanti (almeno ai miei tempi) non siano madrelingua e che se ci sono n insegnanti di francese a cui garantire il posto si fanno n classi di francese, precludendo (come nel mio caso) la possibilità di studiare l’inglese nella scuola dell’obbligo (tra scuole medie e liceo 8 anni di francese che non mi è servito un solo giorno della mia vita, tra immani fatiche e costose ripetizioni non essendo dotato per le lingue), nel pubblico non si prende in considerazione minimamente la possibilità di richiedere aggiornamenti o cambiamenti di skill agli insegnanti (anche se nelle finanziarie sono sempre previste voci per corsi di aggiornamento, ma si preferisce spenderle per corsi inutili del tipo: “saper dire di no”, “scrittura creativa”, “la figura della donna nelle scuole professionali” ecc.ecc.),cosa invece normale in altri campi. Per tornare al discorso iniziale esistono comunque delle metodologie di insegnamento dell’inglese per adulti che prevedono volutamente l’utilizzo dell’italiano per la parte relativa alle spiegazioni.

errore 2: è diretta conseguenza dell’errore 1, del fatto di non avere insegnanti madrelingua, di avere poche ore la settimana e dell’impossibilità di svolgere significative esperienze di vita all’estero durante la scuola dell’obbligo.

errore 3: beh, un neonato inglese impara la sua lingua senza cognizioni grammaticali, dipende quindi da cosa e come si insegna. La mia nipotina, senza saper nè leggere nè scrivere fa già alla scuola materna un pochino di inglese che si limita a brevi e semplici filastrocche e canzoncine, qualche forma di saluto o frase di uso quotidiano e magari i nomi degli animali: lei si diverte e vince anche un po’ la paura che avrà quando invece dovrà studiarlo veramente.

errore 4: vero, sono ingegnere, mi sono laureato 15 anni fa senza neanche fare un test di inglese. Purtroppo la nostra università è sempre più indietro rispetto al resto del mondo. (me ne sono accorto proprio durante il mio primo viaggio in Australia: noi siamo fermi, mentre là volano alla velocità della luce verso il futuro).

errore 5: verissimo.

Vorrei aggiungere anche un’altra considerazione: in Italia, almeno ai miei tempi, esisteva il grave qui-pro-quo per cui le lingue le insegnavano laureati in lingue, cioè persone che hanno studiato la lingua e la letteratura di una nazione, ma non hanno nessuna cognizione di didattica, cioè di come si insegna.

#9 Comment By Carlo On giovedì, mar 6, 2008 @ 0:46:44

Dimenticavo, se qualcuno desidera imparare l’inglese da autodidatta o perfezionarlo mi è venuto in mente che a suo tempo avevo fatto un paio di paginette in merito frutto della mia esperienza per preparare lo IELTS, se volete dare un’occhiata (o un contributo) siete i benvenuti:

#10 Comment By LUISA On giovedì, mar 6, 2008 @ 8:04:46

komplimenti x il post Lucio.. cmq da una ke è stata 4 anni a Cambridge (u.k.) , amici Americani e 2 mesi in Oz, beh diko che c’è differenza…!!!! dai….L’inglese è made in U.K….vuoi mettere il cockney English kon l’inglese parlato dagli americani? x Oz è stato facile, ambientarsi…forse xkè loro sono easy going…They don’t care too much… X l’inglese kome materia in Italia mi astengo.. dai..siamo sempre ultimi.. basta vederci all’estero… ti prego…ke vergogna.. da una x ha frequentato il liceo linguistiko… ma ha imparato l’inglese sul posto.. ho lavorato duro, e fatto tante tantissime figura di m***a x ottenere il C.A.E…. Ottima riflessione quella di Marko x Mtv..KONDIVIDO PIENAMENTE

#11 Comment By Lucio On giovedì, mar 6, 2008 @ 17:08:28

Secondo me, al di la’ dei vari e incontestabili difetti dell’insegnamento dell’inglese nelle scuole, il vero problema e’ l’impossibilita’ di praticarlo fuori dal (comunque triste) contesto scolastico.
In tutta franchezza non e’ difficile raggiungere un livello di sopravvivenza, quello che appunto ti da’ la scuola dell’obbligo, il problema e’ pero’ fare il salto di qualita’ secondo me. E quello si puo’ fare solo con una full immersion all’estero o con un contatto continuo con madrelingua o quasi.

x Carlo: Interessanti i link (che ho editato per farli stare nel box) che hai postato, lo IELTS io ce l’ho in Maggio…

x Marco: Ho visto la tua mail, appena ho tempo ti rispondo, anche se qualcosa ti avevo gia’ scritto come risposta in questo post.

x Luisa: Grazie dei complimenti, e’ bello vedere che argomenti cosi’ interessano molte persone!

#12 Comment By Christian On giovedì, mar 6, 2008 @ 21:26:51

Caro Lucio
Mi hai fregato anche questa volta con questo hot topic. Complimenti!!
Io spezzerei una lancia a favore degli italiani (latini); la nostra lingua e’ troppo fonetica e ricca di vocali e l’inglese con la sua pronuncia non lo impareremo mai, no matter quanto si viva in paesi anglofoni o si studi la lingua.
Il THIS/THESE, il word/ward, il three/tree cannot/cunt etc etc per noi italiani sono tutto assolutamente la stessa cosa mentre per gli inglesi hanno una diffrenza fonetica abissale; non abbiamo l’orecchio allenato e non lo avremo mai.
Rassegnatevi e’ una battaglia persa in partenza.

#13 Comment By leanne On sabato, mar 8, 2008 @ 10:49:20

Ciao a tutti,

Prima volglio dire tutti che stanno leggendo questo che io non parlo italiano molto bene, e spero ho capito che cosa avete scritto!

xCarlo: I have seen the photo from the bus stop and yes, I can see a few errors. There seem to be one or two words missing. I would have thought that someone in the advertising department would have checked this before taking it to print! Che strano..perche in (quasi) tutto Australia parliamo lo stesso. C’e le parole diverso , un bel esampio e’ con la birra. Io sono da Melbourne, e abbiamo normalmente un ‘pot of beer’ o ‘jug of beer’ o puo chiedere per un ‘pint’. L’altre parte di australia, come Queensland, puo chiedere per un ’schooner’ which no one really ever says in Melbourne.

Anche hai chiesto se capisco Americano slang e inglese…e perche le lingue sono diverso?
Ok….Ho abitato a Londra per 2 anni, e le prime giorni la ho sentito tante nuove parole.
For example, we call that thing on the bed to keep you warm a DOONA and in the UK they call it a DOVET. I had NEVER heard of this word before. Also we say icypole and they say Ice-lolly. The best one is that we say THONGS for footwear, and the British and Americans say THONG as your g-string underwear. We also say PANTS meaning trousers, but the British use Pants to mean underwere.
I can understand most slang now as I have been surrounded by British people so long. The American slang I know mostly from movies, but I can understand it. If the Americans speak normally with out a lot of slang I can understand it too. However I will say that listening to the Scottish accent for example is even difficult for me to understand.

Penso che Australiana e’ un po come Inglese, e un po come Americana. Sinceramente no lo so perche abbiamo le parole diverso…ci sono tante! Anche con New Zealand e Australia ci sono le parole diverse. We say Thongs (as above) and they say Jandels.

Se hai un altra domanda dimmi! Per me queste cose sono molto interessante.

di nuovo scusami se non potete capire il mio italiano.
E come i italiani con i dileti – no?

#14 Comment By Carlo On lunedì, mar 10, 2008 @ 6:19:28

X Lucio
Spero che i miei appunti sullo IELTS ti siano utili, se hai bisogno di altre informazioni chiedi pure per email. Che punteggio devi raggiungere?

Nota: hai visto che sul sito BBC in questi giorni ci si può esercitare con un articolo che riguarda degli ‘abitanti’ di Sydney? :-)

X Leanne
So your position about English around the world is:
- the written English and the grammar are the same in all the world (including USA?)
- some terms are different
- the pronunciation could be very different so people from different countries fail to mutually understand
I think it’s a bit different from Italian dialects because they are usually different languages.

About the Transperth’s advise I think there is also a mistake about the verb “are”, in my opinion it must be “is”, do you agree?

I’m learning English and I need to practice it (in September maybe I will go to Australia and I’d like to try some job interviews), how I can see you are studying Italian too. What about exchanging some emails? You can write an email to me (It’s not so important about what) in Italian, I can correct it and resend you the right email with a my email in English that you can correct and resend it to me …
One email every week or every month, you decide!
(I tried with Friendsabroad, a nice service, but I found only people interested in chatting or meeting other people, not really learning a new language).

#15 Comment By Lucio On martedì, mar 11, 2008 @ 12:09:34

x Christian: Eh eh grazie! Io credo invece che, seppur sia difficile e lungo, con la pratica si possa raggiungere un livello di pronuncia simile ai madrelingua. Chiaramente dipende pero’ da quanto uno e’ portato e da altri mille fattori.

x Leanne: I dialetti sono una cosa diversa per il semplice fatto che 500 anni fa l’italiano di adesso non esisteva e c’erano appunto tante “lingue” e “parlate” regionali o comunali. Ogni dialetto aveva (ha) le sue caratteristiche peculiari, pur derivando (quasi) tutti dal latino volgare. Poi hanno deciso di prendere il dialetto toscano dei poeti e di usarlo come lingua comune ma nulla e’ praticamente cambiato fino a 50 anni fa quando e’ arrivata la tv, il vero mezzo unificatore e divulgatore della lingua italiana attuale.

x Carlo: Allo IELTS mi serve un 6666 ma un 7777 sarebbe meglio. Mi puoi postare il link della BBC che dicevi please?

#16 Comment By Carlo On martedì, mar 11, 2008 @ 17:57:54

X Lucio
Ecco il link:
Sydney’s war on flying foxes

#17 Comment By leanne On venerdì, mar 14, 2008 @ 8:19:07

X Carlo
Si, penso che ‘ the written English and the grammar are the same in all the world (including USA?)
- some terms are different
- the pronunciation could be very different so people from different countries fail to mutually understand

About the Transperth’s advise the word ARE is correct. It cannot be the word IS as you would use IS for one bus, but since they say busES you need to use the plural which is ARE.

Anche ho scritto un messagio sul tuo blog, perche – si sto imparando Italiano ma anche fino quest anno voglio fare un corso di insegnare inglese…I can start with some practice looking at your emails. Pero – sembra che parli inglese molto bene, io ancora parlo solo un po di italiano!

#18 Comment By kataroma On lunedì, apr 7, 2008 @ 21:56:26

Non ho letto tutti i commenti, ma voglio dire che l’inglese e una lingua! Sono australiana (da Sydney) e ho abitato anche negli stati uniti (e adesso a Roma), ma capisco i scozzese, i afro-americani, i new yorkesi, i irlandesi. E la stessa lingua! Si, c’e “slang” un po’ diverso ma la situazione non e come qui in Italian con molti dialetti.

Ho imparato l’inglese qui a Roma a molti studenti hanno detto “voglio un insegnante inglese perche voglio parlare corretamente.” L’inglese inglese non e piu corretto dall’inglese americano o australiano.

Leanne – I agree that lots of words are different in Oz, the UK and the US – and there are lots of regional accents. But this doesn’t make English English and American English different languages. I find it really easy to just switch a few words around to speak American English or Australia English. It’s not like dialects here in Italy which are almost like different languages.

As you can see – this is a “pet peeve”!

My husband is Dutch. According to him the main reason the Dutch speak such good English is that TV and movies are not dubbed so children grow up hearing foreign languages. Also, while children in Holland only start learning English at age 12 (here in Italy, they often start at 6), the class is conducted only in English and the emphasis is on communication. I’ve had English students here who could not respond to “how was your weekend?” who were being forced to read passages from Jonathan Swift at liceo.

#19 Comment By Lucio On lunedì, apr 14, 2008 @ 10:23:16

Si direi che il punto e’ proprio il fatto che i vari tipi di inglese non sono come i dialetti italiani, che spesso sono incomprensibili tra di loro.
Definitely agree on the TV thing too: in Northern Europe movies are not dubbed and that’s the main reason their English is excellent compared to ours! In that, we’re too lazy unfortunately!


http://www.yepayepa.net/australia/20080304/aus-vs-ita-ep-7-inglese/

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