From Italia to Australia - http://www.yepayepa.net/australia

No worries

Pubblicato sabato 12 gennaio 2008 alle 12:55 da Lucio.
Categoria: Cultura australiana.

L’espressione o modo di dire che da’ il titolo a questo post riassume molto sinteticamente ma abbastanza fedelmente lo stile e la filosofia di vita degli Australiani, specialmente degli Anglo (cioe’ di origine anglosassone) ma piu’ generalmente anche degli altri.

Dal momento dell’arrivo in Australia non passa molto tempo prima di sentire il primo autentico no worries, spesso accompagnato da altri pilastri della parlata informale come mate e cheers, e ci si accorge molto presto che e’ sulla bocca di tutti, autoctoni, immigrati e persino turisti. Letteralmente si traduce con qualcosa come “niente preoccupazioni” o meglio “non preoccuparti” o ancora “nessun problema” ed e’ solitamente usato come risposta a thanks, quindi come “prego”. Ma il suo significato e’ molto piu’ ampio e va oltre l’immediato uso linguistico.

Dopo qualche tempo down under ci si accorge che lo stress, la frenesia, la corsa continua, tipiche dell’Italia e del Vecchio Continente qui siano piuttosto lontane (come tutto il resto d’altronde) e che il sistema sia, con le dovute eccezioni e limitazioni, pensato per rendere la vita semplice, o comunque piu’ semplice, a chi lo popola. Mi rendo conto che dall’esterno sia difficile focalizzare il punto e capire cosa sto dicendo fino in fondo quindi vi propongo degli esempi che, come diceva il mio professore di matematica di prima superiore, non dimostrano nulla, ma almeno danno un’idea:

  • La burocrazia e’ super-snella e senza complicazioni inutili: si richiede un servizio, (si paga,) si riceve il servizio
  • Prendere aspettative o assentarsi dal lavoro per lunghi periodi non e’ difficile, non ostacolato e anzi quasi incentivato a volte: semplicemente viene impiegato qualcuno per il periodo necessario.
  • E’ normale e facile scambiare quattro chiacchiere con sconosciuti per strada o nei locali: conoscere gente nuova e’ all’ordine del giorno.

Culturalmente e strutturalmente, insomma, la vita e’ resa un po’ piu’ facile e meno incentrata sul lavoro e sullo stress che ne deriva. E, sorprendentemente, nonostante queste caratteristiche della societa’ e degli Australiani (che alcuni definiscono pigrizia), il sistema e’ in salute e l’economia tira.

Ma sarebbe ipocrita non ammettere che c’e’ un rovescio della medaglia: la voglia di non avere preoccupazioni o di farsi legare dai vincoli porta ad una tendenza ad impegnarsi di meno dal mio punto di vista, che si traduce in una sorta di volatilita’ e leggerezza (nei peggiori casi anche di superficialita’ e ipocrisia) nei confronti di cose, situazioni e persone. Molti contatti e conoscenze insomma ma poche relazioni forti.

5 Comments (Open | Close)

5 Comments To "No worries"

#1 Comment By Luca On domenica, gen 13, 2008 @ 8:58:02

Che finale triste… non ti sentirai mica solo??

#2 Comment By Lucio On domenica, gen 13, 2008 @ 13:09:39

Fortunatamente no, con Manuel e la gente che abbiamo conosciuto qua abbiamo creato un gruppetto abbastanza stabile. Quindi, no worries! :-)

#3 Comment By Beatrice On lunedì, gen 14, 2008 @ 23:55:31

Lucio….secondo me i vantaggi di sydney e dell’australia sono innumerevoli rispetto all’italia ed europa….comunque mi sto documentando molto prima di fare il ”grande passo” e leggendo sul Smh ho visto quest’articolo….secondo te quanto c’è di vero?!SYDNEY is an angry city with longer working hours, climbing levels of debt and traffic snarls.

People are trying to cope with increasing stress that leads to alcohol-fuelled violence and a less tolerant society, a sociologist has warned.

James Arvanitakis, from the Centre for Cultural Research at the University of Western Sydney, said Sydneysiders were increasingly feeling the pressures of a competitive society, getting more and more frustrated with everyday annoyances such as public transport delays and feeling increasingly time poor.

“Even though there’s quite a lot of wealth, people feel like there’s this feeling of competitiveness and that’s both on a professional and personal level,” Dr Arvanitakis said.

“It’s an angry city. It’s a combination of the number of work hours and increasing levels of debt and people are feeling the ongoing pressure to buy more and more consumer goods.”

Tony Grabs, the director of trauma at St Vincent’s Hospital in Darlinghurst, said the number of people admitted to the hospital with injuries from alcohol- and drug-related violence had risen dramatically.

From October 2003 to September 2004, 120 patients were admitted to St Vincent’s following an assault or stabbing, Dr Grabs said.

Of those, 54 had been alcohol- or drug-related attacks.

But from October 2006 to September last year, the number of admissions was 197 and those related to alcohol or drugs had nearly doubled to 90.

Dr Grabs believes the latter figures could be even higher. They did not take into account patients who presented to the hospital but were not admitted.

“Over three years, that’s a dramatic increase,” Dr Grabs said.

Dr Grabs said many city office workers and professionals used alcohol as a way to release work stress but said they were drinking at more harmful levels than they used to.

“It’s a fast life,” he said of Sydney. “With a fast life there is a perception that they need to unwind.

“Unfortunately, they’re unwinding with alcohol.”

Dr Grabs said a relatively strong local economy with good employment levels was keeping the violence from getting out of control but he feared what would happen should a recession hit, combined with interest rate increases.

He also said Sydney’s cultural mix could sometimes fuel some of the assaults and stabbings.

Figures from the Bureau of Crime Statistics show a rise in assaults – both domestic-violence related and non-domestic related – over the past 10 years, and police agree alcohol-related violence is a problem.

Aspetto tua risp….ciao
Bea

#4 Comment By Lucio On giovedì, gen 17, 2008 @ 16:49:46

Mah guarda e’ difficile dare un giudizio all’articolo. Personalmente io la pressione non la sento e le ore che lavoro qua sono quelle canoniche.
Dal punto di vista dell’alcol, e’ vero che e’ un problema e che e’ causa di molti disordini ma la situazione a me sembra sotto controllo.
Ciao

#5 Comment By Beatrice On domenica, gen 20, 2008 @ 5:11:18

Grazie Lucio della risp….
Alla prossima

Bea


http://www.yepayepa.net/australia/20080112/no-worries/

Copyright © 2009 From Italia to Australia. Tutti i diritti sono riservati.