Australia, la recensione

Postato mercoledì 17 dicembre 2008 alle 11:49 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Ieri sera sono finalmente riuscito a vedere il tanto atteso e discusso film Australia, di cui avevo già scritto qualcosina un mesetto fa, in concomitanza con la prima mondiale. Come detto, la storia e’ ambientata a Darwin, nel Northern Territory, negli anni precedenti lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, dove si incrociano i destini di una borghese britannica e un rude mandriano locale, con la delicata questione aborigena a fare da contorno.

Molte delle recensioni che hanno accompagnato la pellicola in queste settimane sono state piuttosto freddine e poco entusiaste, soprattutto quelle provenienti dall’interno del paese, forse per un eccesso di aspettative per una produzione che nella testa di tutti aveva il dovere di essere un capolavoro e rianimare cosi’ il malaticcio cinema australiano. Beh, sono d’accordo che non e’ un colossal ma e’ sicuramente un film sopra la media, con molti elementi interessanti e coinvolgenti, che non fallisce certo nel suo intento primario, quello di intrattenere il pubblico, nonostante qualche inevitabile aspetto negativo.

Aspetti negativi che confermo essere quelli più o meno indicati nelle recensioni di critici più autorevoli ed esperti del sottoscritto, ossia inconsistenza della trama in alcuni punti – dove alcuni passaggi potevano essere semplificati e altri sviluppati di più, mitizzazione e un po’ di leggerezza nel trattare la sempre spinosa questione aborigena e senso di “già visto” nelle scene del bombardamento di Darwin, con spiccati riferimenti sia a Pearl Harbor, sia a Salvate il soldato Ryan. La storia, invece, seppur non molto originale e forse divisa in due tronconi, l’ho trovata credibile e coinvolgente.

Molti invece gli elementi positivi che si possono riscontrare: un mix equilibrato di drama, amore, guerra, ironia e amicizia il tutto condito con il tocco stravagante tipico di Baz Luhrmann, gli incredibili paesaggi naturali dell’interno australiano, la post-produzione completa e ben curata e, ultimo ma non ultimo, l’interpretazione di Brandon Walters, il giovane attore che veste i panni di Nullah, il bambino di sangue misto che conquista tutti con la sua tenerezza e il suo coraggio. Insomma, un film non perfetto ma pieno di ottime ragioni per prendere il biglietto e gustarselo al cinema, per magari scoprire anche qualcosa di più sulla fantastica terra in cui e’ ambientato.

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