Clima impazzito

Postato venerdì 31 ottobre 2008 alle 14:23 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Sydney e dintorni.

Da un paio di settimane a questa parte, il tempo a Sydney e’ letteralmente imprevedibile ed e’ obiettivamente difficile scegliere come vestirsi quando si esce. D’accordo che siamo in primavera, una stagione di transizione, e che la posizione geografica della citta’ la espone a molti agenti atmosferici, ma le variazioni registrate recentemente hanno stupito anche gli esperti.

Tutto e’ cominciato la settimana scorsa, martedì e mercoledì per la precisione, quando, dopo una serie di giornate miti, dei forti venti freddi provenienti da sud hanno portato la temperatura sui 10 gradi al mattino, facendo registrare il giorno di ottobre più freddo degli ultimi quarant’anni e lasciando impietrito chi pregustava una giornata al mare.

Soltanto cinque giorni dopo, lunedì, la colonnina del mercurio ha toccato i 34 gradi e quella sera ho avuto qualche problema a prendere sonno per il caldo. Ma decidere di tenere il piumino a portata di mano si e’ rivelata una scelta azzeccata visto il nuovo ribasso di mercoledì, con una massima di soli 17 gradi, ben al di sotto delle medie stagionali.

Ultima ma non ultima, la nuova, incredibile, previsione per oggi: 36 gradi in citta’, grazie ai venti caldi provenienti dall’interno! Al momento, ore 2.13pm, il Bureau of Meteorology segnala una temperatura per Sydney di 34.7 gradi. Previsione avverata. E’ proprio vero, “non c’e’ piu’ la mezza stagione”… Saluti dal vostro Giuliacci australiano.

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Cronache Thai 4/4

Postato lunedì 27 ottobre 2008 alle 15:37 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

[...continua da Cronache Thai 3/4]

Quinto posto

Appena arrivati nella guest house di Samui, espletati gli obblighi burocratici alla reception, la prima cosa che ci preme verificare e’ la presenza della cassetta di sicurezza in camera, che non era specificata sul sito. La fortuna e’ dalla nostra, la cassaforte c’è, i nostri averi e documenti sono salvi.

C’è solo un piccolo ostacolo da superare, capire come impostare il pin e come funziona il tutto. La dea bendata ci sorride ancora e ci fa trovare in un cassetto dell’armadio le istruzioni in inglese, con tanto di illustrazioni. Io, da bravo scolaro, mi metto quindi a leggerle per filo e per segno e imposto il tutto in pochi minuti. Qualcun altro invece adotta un approccio diverso.

Dopo neanche un minuto che ero in camera, un preoccupato Gianluca viene a bussarmi alla porta. Ignorando totalmente le istruzioni della cassaforte, e’ riuscito in pochi micidiali movimenti a bloccare il meccanismo di apertura, al punto che neanche il reset funzionava. Blocco meccanico dell’ingranaggio. Unico rimedio: intervento della tipa della reception con la chiave master e dieci minuti di smanettamento. Sojola se la cava con una ramanzina.

Quarto posto

Al momento del noleggio dei nostri leggendari scooter a Samui – memore dell’esperienza del primo viaggio a Phuket quando avevo visto fioccare multe per chi non indossava il casco alla guida del mezzo – ho prontamente richiesto alla tipa della reception di fornircene un paio per essere tranquilli.

La sua reazione, per quanto contenuta, e’ stata un misto di sorpresa e seccatura, ovviamente versione thai, cioè senza andare sopra le righe. Si e’ quindi avviata verso una stanzetta adiacente, nella quale ha rovistato per qualche minuto dentro scatoloni e cassetti, uscendosene con due caschi aperti.

Ebbene, uno aveva una crepa gigante che ne minava la funzione principale mentre l’altro pareva più integro anche se non ispirava proprio sicurezza. Un po’ riluttanti li prendiamo e li testiamo in un giretto nei dintorni per scoprire molto presto che nessuno, a parte noi, indossa il casco. Facciamo quindi marcia indietro e gentilmente li riconsegniamo alla proprietaria che ci guarda con un’espressione tipo “lo sapevo io!”.

Medaglia di bronzo

Dovete sapere che durante dodici mesi di permanenza in Australia, una persona accumula molte cose, vestiti, oggetti, etc che aumentano il volume dei bagagli al momento del rientro in Italia e, per quanto uno possa liberarsi di parte di questa “dotazione”, il peso e l’ingombro da tirarsi dietro nei trasferimenti e’ comunque notevole. E il buon Sojola non fa certo eccezione, come non l’ho fatta io nei miei precedenti rientri in patria.

Fortunatamente pero’ spesso si riesce a condensare le proprie cose in maniera soddisfacente: un bagaglio grande, uno a mano e magari anche un borsa portatile sono normalmente sufficienti, considerando gli ineluttabili limiti di peso che ogni compagnia aerea impone ai passeggeri. E il buon Sojola non fa certo eccezione.

Eccezione la fa invece il tubo porta-stampe che il cauto Gianluca non riesce/vuole mettere in valigia, lasciandone invece la responsabilità al sottoscritto – ingenuo ad offrirsi volontario per trasportarlo – che ben presto si rende conto di quanto tale oggetto possa essere il peggior nemico del viaggiatore, senza tuttavia riuscire a liberarsene!

Medaglia d’argento

Come ricorderete dal post precedente, la nostra prima uscita in motorino a Samui ci ha regalato un’inattesa doccia tropicale, sotto forma di temporale improvviso e letale. Prima di ciò siamo stati comunque in grado di percorrere qualche vietta di Chaweng Beach, dove la nostra attenzione e’ stata attirata da qualcosa di curioso.

Lungo tutta una strada in particolare, ma anche in altre zone sparse, ci sono infatti delle bancarelle piuttosto rudimentali che espongono su un lato una serie di bottiglie tutte uguali, ad occhio e croce un centinaio, riempite di un liquido rossastro e sull’altro un bidone con attaccato un rubinetto e un tubo di gomma, con la scritta gasoline (benzina).

Non ci mettiamo molto a capire che sono “rivenditori” di benzina comprata dai distributori ufficiali e rivenduta ad un prezzo maggiorato ma mai avremmo pensato che, oltre alla possibilità di comprare il carburante nella maniera classica, cioè “alla spina”, si potesse optare anche per le bottiglie pre-riempite da 40 baht (meno di un euro) l’una!

Medaglia d’oro

Certe persone quando sono in vacanza, vuoi perché non apprezzano le specialità locali, vuoi per il cambio di clima, vuoi per qualsiasi motivo, non hanno lo stesso appetito che hanno a casa e mangiano quindi meno del solito, perdendo magari qualche chilo.

Altre, invece, per i motivi opposti, hanno una reazione altrettanto diversa: mangiano di più e più spesso, col risultato di appesantirsi un po’, anche se questo non necessariamente succede a tutti. Ebbene, ho scoperto che Gianluca fa parte di quest’ultima categoria. Anzi, per essere sinceri, non so se a casa mangi cosi’ tanto perché non viviamo insieme, ma di sicuro in vacanza e’ una forza della natura.

La sua giornata tipo prevedeva: colazione/pranzo verso le 12 fatta di banana pancake col miele, frittata di uova e bacon con salsicce e verdure, dessert a scelta; snack pomeridiano verso le 16 fatto di riso, pollo e dessert a scelta; cena verso le 21 fatta di riso, bistecca e verdure. Il totale delle calorie era pari al fabbisogno giornaliero di una classe di bambini di terza elementare.

Memorabile un episodio successo a Phuket: nel giro di ventiquattro ore, in tre pasti, il vorace Sojola e’ riuscito a mangiarsi 4 (quattro) filetti di manzo, con contorni vari di patate, insalata, salse, etc. Da notare che il giorno successivo ha rilasciato la seguente dichiarazione: “devo mangiare un po’ di carne perché ne sto mangiando poca in questi giorni!”. Buon appetito a tutti.

Epilogo

Nonostante ma anche grazie a questi episodi la vacanza e’ andata benone, confermando la Thailandia ai primissimi posti come localita’ di villeggiatura, grazie ad un eccellente mix di bellezze naturali, mare, spiaggie, strutture, convenienza e ospitalita’ difficilmente riscontrabile altrove, almeno per cio’ che ho visto io. Tutti elementi che non fanno che rendere piu’ probabile un prossimo, ulteriore, viaggio nella Land Of Smiles! ;-)

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Cronache Thai 3/4

Postato mercoledì 22 ottobre 2008 alle 15:53 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

[...continua da Cronache Thai 2/4]

Il terzo e quarto capitolo – che all’inizio avevo pensato come un unico post – del resoconto delle vacanze in terra thailandese di qualche settimana fa in compagnia di Gianluca sono un elenco di storielle, aneddoti e situazioni comiche che vale la pena ricordare nei secoli dei secoli e lasciare ai posteri. Ecco quindi la Top 10 delle perle del nostro viaggio nell’antico regno del Siam:

Decimo posto

Appena arrivati a Samui, io e il buon Sojola optiamo per un girello nei dintorni con i nostri fiammanti scooter appena noleggiati. Sole alto in cielo, nessuna nuvola all’orizzonte.

Dopo un paio d’ore di perlustrazione, mentre facciamo rotta verso la guest house, ecco alzarsi un vento fresco e poco promettente, subito seguito da qualche goccia. Eravamo a non più di 500 metri dalla meta.

Sicuri di riuscire a scampare l’imminente scroscio, non ci fermiamo a ripararci e proseguiamo testardi. In men che non si dica, il diluvio universale si abbatte su di noi e sui nostri motorini, dandoci il benvenuto ai tropici.

Nono posto

Come detto, a Bangkok ho passato solo una notte vera e propria, l’ultima prima del rientro. Con queste premesse, non volevo certo sprecarla ma anzi viverla al meglio. Mi sono quindi informato su Internet su quali fossero i locali più in voga e mi sono fatto una mini lista per la serata, in modo da avere piu’ alternative.

Vado quindi a piedi al primo dell’elenco ma all’ingresso mi dicono che stanno chiudendo (erano le 23). Ok, no problem. Proseguo quindi per il secondo e poi per il terzo, entrambi morti. Molto strano. Sospettoso, prendo un taxi in direzione di un’altra zona che ero sicuro fosse attiva: saracinesche giù anche qua. Incredibile.

Chiedo allora lumi al tassista che mi svela l’arcano: viste le elezioni nazionali del giorno seguente, quella sera era vietata la vendita di alcool in tutti i locali di Bangkok! Sconforto totale! Proseguendo il discorso, fortunatamente si scopre che un solo club, previo pagamento di mazzetta alle autorità, teneva comunque aperto illegalmente. Sospiro di sollievo e taxi per lo Spicy Club…

Ottavo posto

Il giorno della partenza da Phuket ci alziamo di buon’ora per essere puntuali al volo interno delle 12.00 che ci porterà a Bangkok. Il taxi e’ già arrivato e noi affrettiamo quindi le operazioni. Ci aspettano 45 sonnolenti minuti di macchina.

Durante il tragitto mi accorgo che in realtà’ il volo e’ alle 12.50 e subito partono le imprecazioni per gli importanti minuti di sonno gettati al vento. Ok, poco male: Gianluca schiaccia un pisolino mentre io osservo il paesaggio fuori dal finestrino.

Arriviamo all’aeroporto in largo anticipo ovviamente e appena scesi dal taxi e scaricati i bagagli, ecco il fulmine a ciel sereno: Sojola si accorge di non aver svuotato la cassetta di sicurezza dell’hotel, contenente soldi e documenti, tra cui l’indispensabile passaporto! Panico.

L’unica opzione per lui e’ tornare indietro in taxi mentre io aspetto in aeroporto, sorvegliando i bagagli, pensando che forse forse quell’errore nel puntare la sveglia potrà’ tornarci utile. E infatti lo sbadato Sojola ritorna a pelo per l’imbarco, con tutti i passeggeri già sistemati sull’aereo, per un lieto fine insperato.

Settimo posto

I motorini che abbiamo noleggiato all’importante cifra di 5 euro al giorno a Samui, non sono proprio il ritratto della sicurezza e affidabilità’. Specialmente il mio e’ particolarmente sfortunato. Bruttino, col cestino del pane davanti e poco reattivo. Ma svolge il suo compito, dopo tutto.

Un pomeriggio mentre girovago per le mulattiere dell’isola, il mezzo da’ qualche segno di cedimento fino a spegnersi poi completamente. Faccio qualche tentativo con la pedalina e tirando l’aria ma, niente, non c’è verso. Chiamo quindi Sojola e mi faccio venire a prendere, spiegando poi l’accaduto in guest house.

Dopo qualche ora mi avvisano che mi hanno riportato il motorino, nuovamente pronto all’uso. Vado giù, provo ad avviarlo ma non da’ segni di vita. Il tipo della guest house, che ha assistito alla scena, a gesti mi spiega in modo eloquente quale fosse il problema: era a secco. Semplice, no?

Sesto posto

Come anticipato nel report, Koh Samui e’ famosa anche per essere un luogo di transito per la piu’ piccola Koh Phangan, famosa per le feste selvagge che ospita sulle sue spiagge, tra cui spicca il Full Moon Party, il primo e originale che si tiene nelle notti di luna piena. Ingredienti principali: musica techno, gioventu’ bruciata, alcool e qualche sostanza stupefacente di troppo.

Impossibilitati per questioni di calendario lunare a parteciparvi, siamo comunque fortunati (?) a sufficienza da beccare la meno nobile di questa serie di feste, il Black Moon Party, unico che si svolge a Samui. Incerti del nostro destino, decidiamo di lanciarci nell’ultima sera sull’isola.

Nonostante il vuoto che ci si presenta di fronte quando entriamo nel parco che ospita la festa, forse dovuto all’ora ancora poco adatta, veniamo subito approcciati da una ragazzetta thai che in tutta scioltezza ci spiega che se fossimo interessati all’acquisto di qualche droga – cocaina, marijuana, acidi, pasticche, etc – di non andare dal primo sconosciuto che ce la offre ma di cercare lei o le sue colleghe con la stessa divisa, cioe’ le venditrici ufficiali e autorizzate del party!

Meravigliati e increduli, apprezzando l’organizzazione e l’attenzione rivolta a questo particolare dell’evento, ringraziamo la ragazza per l’importante informazione ma, cortesemente, rifiutiamo.

[continua su Cronache Thai 4/4...]

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Cronache Thai 2/4

Postato venerdì 17 ottobre 2008 alle 11:15 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

[...continua da Cronache Thai 1/4]

Dopo gli onesti tre giorni passati a Koh Samui, l’itinerario prevedeva il trasferimento aereo – un volo di 45 minuti che ci e’ costato una fortuna – a Phuket, località Patong Beach per la precisione, che avevo già visionato e apprezzato nel mio primo viaggio in Giugno, dove avremmo trascorso quattro notti prima del rientro a Bangkok.

Ospiti nella solita guest house gestita da italiani – economica, pulita e in zona centrale – siamo stati operativi fin da subito, grazie alla mia precedente esperienza, e non abbiamo quindi necessitato dell’iniziale periodo di esplorazione e ambientamento come a Samui, interessante da un certo punto di vista ma anche bisognoso di tempo ed energie.

La vita a Patong Beach e’ fondamentalmente focalizzata sulla nightlife della Bangla Road, una strada chiusa al traffico di sera dove c’è ogni genere di intrattenimento, per tutti i gusti e per tutte le tasche. E noi non potevamo che adeguarci ovviamente, sacrificando a malincuore la vita da spiaggia per dare un po’ più spazio alla vita notturna, cosi’ ricca e invitante.

Nonostante cio’ abbiamo comunque timbrato il cartellino, mettendo piede in extremis a Paradise Beach, una spiaggetta nascosta e poco frequentata, raggiungibile solo in motorino tramite una stradina sterrata non molto amichevole in mezzo alla foresta. Mi dicono inoltre che fino a qualche anno fa ci si potesse arrivare solo via mare. Foto di rito, bagnetto, pennichella al sole e doccia rinfrescante.

I giorni passano ed e’ arrivato il momento di lasciare anche Phuket, direzione Bangkok, dove Sojola avrebbe preso un volo per Roma mentre io mi sarei intrattenuto per un’ultima serata di bagordi nella capitale dell’ex Regno del Siam, prima di rientrare a Sydney l’indomani, ignaro che il volo di ritorno sarebbe stata una vera e propria agonia vista la febbre che mi ha colpito poche ore prima dell’imbarco e per la quale non ero proprio preparato…

[continua su Cronache Thai 3/4...]

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Cronache Thai 1/4

Postato martedì 14 ottobre 2008 alle 14:19 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

La seconda vacanza in Thailandia nel giro di pochi mesi, questa volta non in solitaria ma in compagnia del buon Sojola e durata poco più di una settimana, e’ stata molto positiva e divertente, nonostante le premesse non fossero delle migliori – instabilità politica del paese e stagione delle piogge le preoccupazioni maggiori della vigilia. Vediamo com’è andata.

La prima notte l’abbiamo passata al Convenient Resort di Bangkok – mai nome fu più azzeccato – onesto hotel in zona aeroporto ottimo per chi come noi doveva solo trascorrere una notte in attesa del volo il mattino seguente. Gianluca mi aspettava già dalla sera precedente e per ingannare l’attesa si e’ dato allo shopping selvaggio durante tutto il giorno, ammassando chili a non finire per le sue già stracariche valigie.

Come detto, il giorno dopo di buon’ora siamo partiti in direzione Koh Samui, che avremmo raggiunto pero’ solo nel tardo pomeriggio. L’aeroporto dell’isola infatti e’ di proprietà della Bangkok Airways, che essendo l’unica a volarci pratica prezzi da monopolista, per l’insoddisfazione dei viaggiatori oculati come noi. Alternativa: volo su Surat Thani, bus e traghetto per Samui e infine taxi per la guest house. Lungo ma almeno economico.

A Koh Samui, isoletta carina dalla parte del golfo della Thailandia, abbiamo passato tre notti, girando per Chaweng Beach, la località principale dell’isola, a bordo degli scooter che abbiamo noleggiato a 4 euro al giorno, non assicurati e senza casco ovviamente, per la felicita’ del prudente Sojola. Nonostante la bassa stagione i turisti non mancavano, soprattutto israeliani – non chiedetemi perché – e movimentavano un po’ quella che mi e’ sembrata essere una destinazione soprattutto per lune di miele e famigliole.

Una menzione particolare per i famosi party che si tengono a Koh Phangan, isola vicina a Koh Samui, apparentemente da non perdere per nulla al mondo: in particolare il Full Moon Party, conosciuto in tutto il mondo e meta di vere e proprie peregrinazioni. Ecco, noi l’abbiamo saltato per mancanza di luna piena ma in compenso abbiamo messo piede al Black Moon Party tenutosi a Samui: esperienza anonima, scarso afflusso di gente e atmosfera smorta. Bocciato.

[continua su Cronache Thai 2/4...]

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