Thailandia bis

Postato mercoledì 27 agosto 2008 alle 12:46 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Visto che quest’anno la primavera tarda ad arrivare, visto che ci sarà un amico di ritorno in Italia a farmi compagnia, visto che saranno passati ormai tre mesi al momento della partenza dalle ultime ferie e visto che la prima volta mi ero trovato bene e mi era piaciuta un sacco, ho deciso di regalarmi una seconda vacanza in Thailandia a fine settembre!

Questa volta l’itinerario nella Land of Smiles, come viene chiamata dai viaggiatori, sarà composto, oltre che dalle fidate Bangkok, capitale e metropoli dalle mille cose da fare, e Phuket, isola sud-occidentale sul mar Indiano, anche da Koh Samui, altra isoletta tropicale, situata pero’ a sud-est nel golfo del Siam, che promette altrettanto bene.

Mi intratterrò in territorio Thai per un totale di dieci giorni, compresi i voli di circa nove ore da e per Sydney, con il seguente calendario: prima notte a Bangkok, poi tre giorni a Koh Samui, seguiti da quattro a Phuket, per poi concludere in bellezza con l’ultima notte a BKK. Alloggeremo in guesthouses a basso costo e internamente ci sposteremo in aereo.

La Thailandia, com’e’ risaputo, e’ terra di bellezze naturali mozzafiato – e non mi riferisco solo alle donne come i piu’ maliziosi avranno certamente pensato – tra cui spiagge bianche, mare cristallino, foreste vergini e strutture e servizi con standard eccellenti a prezzi ragionevoli. Il clima, purtroppo, resta l’unica incognita in questo periodo di piogge e monsoni. Che Buddha ce la mandi buona.

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Risultati IELTS test

Postato venerdì 22 agosto 2008 alle 15:08 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Circa quattro mesi fa, avevo sostenuto l’IELTS test – standard riconosciuto da molti paesi per valutare il livello di conoscenza della lingua inglese – promettendo di farvi sapere l’esito non appena avessi ricevuto il risultato. Da allora, poi, non ne ho più parlato. Non me ne sono dimenticato, anzi, ma ci sono stati degli eventi che hanno posticipato questo post di qualche mese. Ecco la cronaca.

Tutto e’ iniziato circa due settimane dopo aver fatto l’esame, a fine maggio, quando ho ricevuto per posta la lettera con il seguente risultato ufficiale: Ascolto 8.5, Lettura 6.5, Scrittura 6.5, Conversazione 7, per una media di 7 su una scala, ricordo, che va da 1 a 9. Seppur felice per l’esito positivo, non ero totalmente soddisfatto e un po’ perplesso per come erano andate lettura e scrittura, un po’ al di sotto delle mie aspettative. Specialmente la prima, di due punti inferiore all’ascolto, nella quale a caldo pensavo di aver ottenuto il punteggio migliore.

Ho cosi’ deciso, dopo essermi accertato con la segreteria che non ci fosse stato nessun errore di stampa, di fare appello e richiedere una nuova correzione del test, per la modica cifra di 176 AUD, comunque rimborsabili in caso di esito positivo. A meta’ Giugno quindi, con l’aiuto del buon Manuel, ho presentato la documentazione per l’appello e pagato la tariffa, con una stima di circa sei settimane per il risultato definitivo.

La settimana scorsa, quindi, ho finalmente ricevuto la lettera contenente l’esito della revisione: il punteggio della prova di scrittura e’ diventato 7 mentre la lettura e’ rimasta invariata a 6.5, con conseguente bonifico sul mio conto del rimborso dell’appello. Speravo di aver ottenuto un miglioramento in entrambe le prove ma non e’ successo, a significare che la lettura era molto piu’ ostica di quello che pensavo, anche se tutto sommato la nuova media di 7.5 non e’ da buttare via.

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Matrimonio mordi e fuggi

Postato lunedì 18 agosto 2008 alle 15:34 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Ricordate Yukas, il ragazzo messicano ex-collega di Manuel da Zia Pina, ex-inquilino della Casa del Popolo, ispiratore e trascinatore dei famosi party in quell’appartamento? Bene, ieri mattina e’ convolato a giuste nozze con rito civile con la sua fidanzata, una ragazza originaria della Nuova Caledonia ma residente a Sydney.

Noi eravamo nel ridottissimo elenco degli ospiti selezionati per l’importante evento che – compresi i due testimoni, uno per lo sposo e uno per la sposa – ammontava a cinque persone, cosa un po’ inusuale per un matrimonio, soprattutto per la mancanza di genitori e parenti di lei (quelli di lui sono in Messico).

Il rito, celebrato da un rappresentante legale – un ragazzo poco più vecchio degli sposi (o forse coetaneo) – e’ durato pochi minuti ed ha ovviamente avuto i suoi punti cardine nei due “Si, lo voglio”, nello scambio delle fedi e nel bacio finale. Al termine della sobria cerimonia, tutti a pranzo a festeggiare la nuova unione.

Questo e’ il secondo matrimonio a cui partecipo in Australia, dopo quello di Mark, un mio ex-insegnante di inglese, e Joy, ex-compagna di scuola di inglese di Manuel, che si sono sposati l’anno scorso e devo dire che le differenze con quelli italiani sono abissali.

A parte il fatto che entrambi non sono stati riti religiosi e quindi non c’erano preti e chiese di mezzo, un’altra grossa differenza e’ la preparazione, decisamente molto meno laboriosa, impegnativa e costosa di una qualsiasi in Italia. E poi i tempi, drasticamente inferiori al Belpaese.

Ultimo ma non ultimo e’ interessante sottolineare come si erano conosciuti i due neo sposi, ovvero sei mesi fa su Facebook, tramite un’applicazione che mette in contatto i singles e permette di flirtare online, per poi, nel migliore dei casi, incontrarsi anche dal vivo. Benvenuti nell’Australia del terzo millennio.

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Nuove informazioni

Postato mercoledì 13 agosto 2008 alle 15:17 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

In questi giorni di sole sia qui a Sydney che in Italia (da quanto mi dicono), ma con sostanziali differenze di stagione e temperature, non ci sono grosse novità di rilievo tranne che mi appresto per la prima volta nella mia vita a passare il Ferragosto lavorando e, soprattutto, al fresco – l’anno scorso infatti in questi giorni ero a Verona in ferie spaparanzato al sole, come ogni Italiano medio. Qui invece tale ricorrenza non e’ festeggiata, anche se quest’anno, cadendo di venerdì, io lo considero un “mezzo festivo”, vista la connotazione dei casual Fridays qui in Australia.

Vi segnalo pero’ l’esistenza di una nuova pagina che ho creato appositamente per chi, come noi a suo tempo, cerca informazioni sugli aspetti burocratici riguardanti un’esperienza in Australia, cioè il visto d’ingresso, indispensabile per i non residenti. Se quello di cui avete bisogno e’ un semplice visto turistico, allora non avrete grossi problemi mentre se siete interessati ad un soggiorno medio-lungo, magari facendo anche qualche lavoretto per rientrare con le spese – la classica “vacanza lavoro” insomma – allora il Working Holiday Visa e’ quello che fa al caso vostro.

Inoltre, con l’avvicinarsi del secondo anniversario del nostro sbarco down under, ho anche aggiornato la pagina che descrive la nostra storia in Australia, come e’ nata l’idea, come si sono sviluppati gli eventi nei mesi iniziali – quando eravamo ancora nella formazione originale di tre elementi – come sono proseguiti e quello che ci aspettiamo dal futuro. Entrambi i testi sono pensati per dare, a chi e’ in arrivo in Australia o sta ancora valutando il da farsi, qualche dritta o semplicemente un’idea di come funzionino le cose qui. Un po’ lo spirito del blog in se’ in effetti…

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Civiltà Australiana #002

Postato giovedì 7 agosto 2008 alle 14:58 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Il secondo episodio di questa rubrica, che ho istituito per darvi un’idea del forte senso civico degli australiani, parla di fumo. Da circa un anno a questa parte, infatti, anche in Australia e’ entrato in vigore il divieto di fumare nei locali pubblici, una legge, a mio avviso, sacrosanta, che nonostante alcune difficoltà iniziali ha trovato poi l’appoggio anche di tanti fumatori. Di conseguenza quindi, molti ristoranti, bar, uffici e luoghi pubblici in genere hanno creato delle aree fumatori in spazi esterni o separati.

Inoltre, siccome in Australia le cose quando si fanno, si fanno fatte bene, il divieto in questione – non so se sia lo stesso in Italia – si fa più rigido quando si parla di edifici governativi e ministeriali, come quello dove lavoro io. Nella fattispecie la legge dice che, oltre a essere vietato fumare in ogni area del palazzo, al chiuso o all’aperto, il divieto e’ esteso anche al perimetro esterno, con una distanza minima (credo 10 metri) da ogni porta di accesso.

Il caso vuole che l’edificio dove lavoro io abbia una propria pavimentazione esterna che lo circonda, riconoscibile da marciapiedi e aree pubbliche per materiale e colore, il che la rende perfetta per delimitare l’area con divieto di fumo di cui ho detto sopra. E i miei colleghi fumatori (pochi) la rispettano. Infatti quando esco per andare a pranzo ce n’e’ sempre qualcuno fuori che si avvelena volontariamente – cioe’ che fuma – ma sempre rigorosamente al di fuori dell’area proibita, ennesimo esempio di rispetto delle regole.

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