Di nuovo in viaggio

Postato venerdì 30 maggio 2008 alle 11:29 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Viaggi e vacanze.

Dopo quasi un anno dallo storico primo ritorno in patria lo scorso Agosto, eccomi nuovamente in procinto di mettere piede sul suolo natio. Non prima di aver fatto tappa in Thailandia per qualche giorno pero’. Ecco il programma di viaggio.

Partenza domani 31 maggio nel tardo pomeriggio dal “Kingsford Smith” di Sydney con arrivo previsto a Bangkok dopo nove ore di volo, dove trascorrero’ la nottata in albergo in attesa di ripartire subito il mattino seguente per Phuket, localita’ turistica dove mi sollazzero’ in spiaggia (tempo permettendo) per quattro giorni, prima di rientrare a BKK per le ultime 48 ore thailandesi. Infine, sabato 7 giugno poco prima di mezzanotte volo via Zurigo per Malpensa, dove sbarchero’ alle 8.25 di domenica mattina.

Il calendario per le tre settimane in Italia e’ gia’ abbastanza affollato, soprattutto durante i weekend, e gran parte del tempo volera’ via tra pranzi e cene con parenti, rimpatriate con amici e conoscenti, partite degli Europei, gite di qua e di la’ e un po’ di sano shopping. L’anno scorso le settimane a casa erano letteralmente passate in un lampo, quest’anno invece speriamo durino un po’ di piu’.
See ya soon!

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Conigli in Australia

Postato lunedì 26 maggio 2008 alle 15:25 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Cultura australiana.

Qualche tempo fa in ufficio stavo parlando del piu’ e del meno con una mia collega, che ad un certo punto mi dice, con un’espressione un po’ stupita, di aver visto in tv una ricetta italiana per cucinare il coniglio. Come molti sanno, assieme alla lepre, il coniglio e’ una specialita’ culinaria del Veneto e gli allevamenti sono a migliaia. In Australia, invece, non solo non si usa mangiarne la carne ma l’animale ha anche una connotazione negativa o addirittura pestilenziale. Ecco perche’.

I conigli, originariamente assenti dalla fauna autoctona australiana, sono stati introdotti nel sud del Paese da un certo Thomas Austin, colono inglese con l’hobby della caccia, che nel 1859 si fece mandare dalla madrepatria 24 conigli e alcuni altri animaletti, con l’obiettivo di creare una piccola comunita’ locale per tenere viva la sua passione, grazie anche ai contadini della zona che faranno lo stesso in seguito.

Ora, e’ risaputo che i conigli sono creature estremamente prolifiche e grazie agli inverni miti e all’abbondanza di coltivazioni nella regione, la loro diffusione e’ stata rapida e incontrastata, a causa anche dell’assenza di predatori naturali. A dieci anni di distanza dalla loro introduzione in Australia, se ne uccidevano ogni anno almeno due milioni, senza conseguenze visibili sulla popolazione totale. Quindi ce n’erano molti di piu’.

I danni ai raccolti e nei confronti degli altri piccoli mammiferi sono stati catastrofici fin da subito e si calcola che almeno una specie su otto si sia estinta a causa della presenza dei conigli. Il numero delle piante a farne le spese invece e’ tutt’ora sconosciuto. Alla luce di questi dati gravissimi, il governo e’ corso ai ripari con una serie di provvedimenti che spesso pero’ si sono rivelati insufficienti.

All’inizio si era costruito un lunghissimo recinto per contenerli, che pero’ non faceva i conti con la loro abilita’ nel saltare e nello scavare buche. Poi si era pensato di distruggerne le tane, avvelenarli o piazzare delle trappole, ma il numero totale delle morti era sempre inferiore alle nascite. Finche’ attorno al 1950, quando la popolazione stimata si aggirava sui 600 (seicento) milioni, si e’ deciso di introdurre una malattia genetica che li ha ridotti ai circa 200-300 milioni del giorno d’oggi.

Tuttavia, nonostante siano considerati una vera e propria piaga, i conigli in Australia sono stati una preziosa risorsa alimentare durante gli anni della Depressione, quando venivano dati in pasto ai cani da lavoro e le loro pelli vendute sui mercati. Questa connotazione di “cibo dei poveri” e’ vivissima nell’immaginario collettivo degli australiani e di sicuro non troverete mai carne di coniglio ad un barbeque. Stasera mangiamo pesce, va…

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Touch football

Postato mercoledì 21 maggio 2008 alle 15:25 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Il mio costante processo di “australianizzazione” oggi si e’ arricchito di un nuovo importante tassello. Durante la pausa pranzo sono infatti andato con alcuni colleghi a giocare a Touch footy (noto anche come Touch rugby o Touch soltanto) in un parco della zona. Era da qualche tempo che cercavano di reclutarmi e dopo qualche “no, thanks”, stavolta ho ceduto e accettato la proposta.

Il Touch e’ una variante del rugby tradizionale, dal quale differisce per il fatto che il placcaggio e’ sostituito da un semplice tocco dell’avversario, con evidente risparmio di botte e lividi, mentre le regole di base sono le stesse. Lo sport si e’ sviluppato in Australia ed e’ oggi molto diffuso, specialmente nei paesi anglosassoni ma anche in altri che proprio non ci si aspetterebbe (es. Giappone).

Nato come “sport della domenica” nei parchi, ha nei suoi punti di forza la semplicita’ delle regole e l’assenza di particolari attrezzature per giocare, e ha preso rapidamente piede con tanto di federazione internazionale – Federation of International Touch (FIT) – e Mondiali ogni quattro anni, con le cinque edizioni tenutesi finora dominate dall’Australia. La prossima si terra’ nel 2011 in Scozia, la prima in Europa.

Inizialmente ero riluttante all’idea di giocare per vari motivi – di solito faccio una pausa pranzo veloce, non sono proprio in forma a livello aerobico e al mercoledi’ vado gia’ in palestra – ma col senno di poi devo dire di essermi divertito e di averlo trovato interessante. Inoltre, il fatto che alcuni movimenti e marcature siano simili al calcio e che ho fatto tre mete portando la mia squadra alla vittoria, sono altri punti a favore di questo interessante sport.

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Quanti blog sull’Australia leggi?

Postato lunedì 19 maggio 2008 alle 17:04 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Quanti blog sull\'Australia leggi?

Il sondaggio delle prossime due settimane e’ una semplice domanda riguardo il vostro interesse per i blog che parlano d’Australia. Vi chiedo infatti quanti sono i blog/siti che leggete/consultate che hanno a che fare con la terra down under in qualche modo. Indicate qui a lato il numero che fa per voi please.

Il sondaggio che si e’ appena chiuso, invece, cercava di avere la vostra opinione sulla ragione principale per cui l’economia australiana sia oggi in salute e in costante crescita, a dispetto dei cattivi segnali che arrivano dal resto del mondo (Asia esclusa). Il risultato, un po’ inaspettatamente per me ma evidentemente non per voi, e’ stato un plebiscito nei confronti dell’onesta’ di cittadini e governo (77%) che ha sbaragliato tutte le altre opzioni a cui sono rimaste solo le briciole. Mi trovo d’accordo con questo risultato anche se ammetto di aver votato diversamente.

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El Duro, pt. 2

Postato venerdì 16 maggio 2008 alle 13:50 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita domestica.

…continua da El Duro, pt. 1.

  • Il suo amore profondo per il giardinaggio e in particolare per il tagliaerba e il “soffiafoglie” (strumento assolutamente inutile e controproducente ma capace di produrre piu’ decibel di una locomotiva), particolarmente dimostrato durante i sabato e domenica mattina alle 8 nel giardino della casa di sua mamma, adiacente alle nostre finestre.
  • Le sue infinite e innegabili doti di uomo tuttofare, come quella volta che, dopo le nostre numerose richieste di un idraulico per sistemare una perdita in bagno, si e’ presentato di persona con la cassettina degli attrezzi e, avendo visto di cosa si trattava, ha dichiarato solenne: “Oh, it’s very easy to fix!”. Indovinate se ce l’ha fatta.
  • La sua doppia vita da uomo normale/supereroe, manifestatasi qualche mese fa davanti ai miei increduli occhi quando, non riuscendo piu’ a entrare in casa per un difetto di una delle due serrature, ho richiesto la sua divina assistenza:
    • Lucio: “Come faccio adesso?” lo interrogo io, bisognoso di certezze
    • El Duro: “Vuoi che butti giu’ la porta??” risponde lui dimostrando un certo tatto.
    • L: “Mah… non so… dimmi tu, la casa e’ tua. Non c’e’ altro modo?” ribatto io esterrefatto.
    • ED: “Aspetta, mi e’ venuta un’idea.” si illumina lui.
    • L: “OK.”
    • ED: “E’ aperta la porta del balcone?”
    • L: “Mi pare di si.”
    • ED: “Ok allora aspettami qua che ti apro da dentro tra un attimo” dice scendendo le scale.
    • L: “…?!?”
    • (Passano due minuti e mi apre la porta dall’interno dell’appartamento, situato al secondo piano.)
    • ED: “Ok, a posto, ciao.” come se nulla fosse.
    • L: “Ma come hai fatto?? Da dove sei entrato??” gli chiedo.
    • ED: “Eeeehhhh scoprilo se ci riesci! Eh eh eh” e se ne va.
    • L: “…” rimango senza parole di fronte a tale manifestazione di intelligenza.

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