Tre su tre

Postato venerdì 11 aprile 2008 alle 14:53 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Vita sociale.

Lo scorso weekend ho fatto tripletta. Alla faccia dei miei recenti propositi di limitare la vita mondana adesso che arriva il fresco dell’inverno australiano, sono uscito venerdi’, sabato e domenica sera. C’erano ovviamente degli eventi in ballo, non e’ che sono uscito a caso, e non mi potevo certo vigliaccamente sottrarre. Ne scrivo solo adesso perche’ solo adesso sono in condizioni di farlo – frase ironica, non c’e’ bisogno di allarmarsi, ndr…

Venerdi’ sera c’era in programma il farewell – festa di addio, o arrivederci, non si e’ ancora capito – all’Australia di un mio amico ceco, Dusan, che dopo sette anni a Sydney ha deciso di ritornare a Praga e tentare di reinserirsi professionalmente e socialmente la’, non prima pero’ di aver viaggiato per un paio di mesi nel sud-est asiatico. In questo anno abbiamo fatto molte serate insieme e ne abbiamo combinate parecchie, da ricordare soprattutto il caves climbing e la festa in barca, piu’ un’altra infinita’ di perle. Se ce la facciamo dovremmo ribeccarci a Giugno da qualche parte in Europa.

Sabato, invece, party italiano a North Bondi, anche se il perche’ si festeggiava mi e’ onestamente tuttora oscuro. Ci sono andato in compagnia di Max ma i miei contatti alla festa erano Amira e Alessandro, una coppia di ragazzi veronesi che ho conosciuto un mesetto fa. Come detto, la maggioranza degli invitati era composta da compatrioti, quasi tutti qui col classico Working Holiday Visa di un anno. Nota curiosa: e’ la prima festa a cui ho partecipato a Sydney senza asiatici.

Domenica, infine, dopo essermi incontrato nel pomeriggio con un nuovo arrivo in citta’, Riccardo detto Logomaco, in serata mi sono finalmente recato con Manuel alla pizzeria RossoPomodoro a Balmain, dove lavora come cameriere e rubacuori il fido Gianluca, che da tempo decantava le lodi della pizza di questo posto. Devo ammettere che la qualita’ era ottima e credo di poter azzardare la migliore che abbia mai provato in Australia, in verita’ molto molto simile ad una pizza italiana. Anche il prezzo e’ onesto e l’unico svantaggio e’ la localita’, un po’ fuori dal centro.

Per questo nuovo weekend che incombe non c’e’ ancora niente in programma, magari e’ l’occasione buona per ricaricare un po’ le batterie per una volta, anche se qui non si puoi mai dire, i party sono sempre dietro l’angolo…
In questi giorni sto anche tentando di organizzare in modo intelligente la mia settimana in Thailandia il prossimo Giugno, e sto quindi rimbalzando tra siti di alloggi e alberghi e siti di compagnie aeree thailandesi. La mia idea era di dividere il mio soggiorno tra Bangkok e Phuket ma sto vagliando anche altre soluzioni. Ogni consiglio e’ ben accetto.

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Cosa ti attira dell’Australia?

Postato lunedì 7 aprile 2008 alle 17:11 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Blog.

Cosa ti attira dell\'Australia?

Il sondaggio che vi propongo in questi primi giorni autunnali di ora legale, riguarda le ragioni che vi spingono ad interessarvi all’Australia, supponendo che ve ne freghi almeno un po’ se seguite questo blog, e che cosa vi attira di questa terra affascinante e remota. Vi piace tutto oppure niente? O magari qualcosa di specifico come la natura incontaminata e sconfinata del continente o lo stile di vita rilassato? O ancora il fatto che sia lontana da tutto e da tutti e l’economia stia volando? Qualsiasi di queste opzioni sia, votatela!

Il precedente sondaggio che si e’ chiuso oggi invece ha prodotto un risultato importante riguardo le nostre abitudini: nonostante il famoso detto reciti che a Pasqua si e’ piu’ liberi e si puo’ passarla con chi si vuole, la maggior parte ha votato gli affetti e cioe’ “Con i parenti” o “Con gli amici” per un totale di 29 voti su 43. Da notare che nessuno ha scelto di trascorrere le feste pasquali in solitaria.

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Yum cha

Postato venerdì 4 aprile 2008 alle 15:18 da Lucio.  Stampa.
Categoria: Aggiornamenti.

Ieri ho pranzato per la prima volta con alcuni colleghi in un ristorante Yum cha. Il termine, in cinese cantonese, significa letteralmente “bere the” e si riferisce all’abitudine degli abitanti della Cina meridionale e delle provincie autonome di Hong Kong e Macao, le zone dove il cantonese e’ piu’ diffuso, di sorseggiare the’ mentre mangiano vari tipi di cibo servito in piccole porzioni su altrettanto piccoli piattini. Il ristorante a prima vista si presenta come molti altri, ma una volta accomodati al tavolo ci si accorge di alcune peculiarita’.

Il the, punto focale del pasto, viene servito immediatamente, ovviamente bollente, in una piccola coppetta, parte del set di “utensili” a disposizione del cliente, assieme alle onnipresenti bacchette, di plastica per i cinesi, ad un piattino, un tovagliolo e agli stuzzicadenti. Dovete sapere infatti che usare uno stuzzicadenti e’ comunemente accettato e incoraggiato, visto che i cinesi ritengono che il sapore di una portata non debba influenzare la degustazione di quella successiva e anche perche’ certi tipi di cibo sono veramente impossibili da arpionare con le bacchette!

Sul tavolo poi non ci sono menu’ (teoricamente) e nessuno passa a prendere le ordinazioni. I vari piatti e piattini infatti sono gia’ pronti e girano per il ristorante su degli appositi carrelli spinti dai camerieri che a richiesta vi informeranno sulle pietanze esposte, molto spesso difficili da riconoscere ad occhio nudo. Non che il nome, ovviamente cinese, aiuti piu’ di tanto e spesso si finisce a ordinare a naso (o a caso).

Il tipo di cibo che viene servito e’ molto vario e comprende verdure bollite, pesce, carne alla griglia e tutta una serie di combinazioni strane tra i tre elementi sopracitati a formare ignote specialita’ cinesi. Il tutto contornato da una discreta varieta’ di salsine e spezie e accompagnato dal the. In base a cio’ che si sceglie, un timbro viene posto sul biglietto di cui ogni tavolo dispone, continuando cosi fino a sazieta’ o esaurimento fondi.

Non essendo io un estimatore del cibo cinese, a cui preferisco altre cucine orientali tipo giapponese e thai, non ero mai stato attratto dallo Yum cha, nonostante il ristorante molto vicino a dove lavoro. Tutto sommato pero’ non mi e’ dispiaciuto e sono sicuro che, dopo qualche necessario esperimento per scoprire cosa piace e soprattutto cosa si mangia, non sia difficile apprezzare questo tipo di cucina asiatica.

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